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FOTO E INTERVISTE DI MISHA GLUSTOV



a Russia è un paese dove la maggior parte della gente pensa che puoi prendere l’AIDS toccando il cibo di una persona sieropositiva. Se si viene a sapere che sei infetto, finisci licenziato e socialmente esiliato. Quindi, la maggior parte dei russi sieropositivi nasconde la propria malattia agli amici, la famiglia, i colleghi. Il risultato di questa scioccante cultura dell’ignoranza e della stupidità è che la Russia soffre di uno dei tassi di infezione da HIV più alti al mondo.

L’UNICEF sostiene che nel 2005 c’erano 940,000 malati in Russia, e che almeno 160,000 di questi fossero dei bambini infettati dalle madri durante il parto. Le madri sieropositive sono note per abbandonare i loro figli subito dopo la nascita. E dei moltissimi orfanotrofi presenti in Russia, non ce n’è uno che ufficialmente ospita bambini sieropositivi.

Il complesso in cui siamo riusciti a infiltrarci si trova nella regione di Vladimir, a circa 280km da Mosca. E’ cono- sciuto ufficiosamente come una struttura che ospita bambini infetti di HIV. Non tutti, ovvio; ci sono anche bimbi sani. Non sapevamo quali di quelli che abbiamo intervistato fossero sieropositivi, e non lo sapevano neanche loro.



Vice: Come stai oggi?

Seryozha, 7 anni [destra]: Molto bene. Ho appena pranzato e voglio andare a giocare, ma le infermiere mi hanno detto che devo aspettare mezz’ora. Dicono che è meglio per la mia pancia.

Hanno ragione. Potrebbe venirti il mal di pancia. Da quanto tempo sei qui?

Non molto. Un paio di mesi.

Dove vivevi prima?

In un’ altra casa per bambini, ma non mi piaceva. Non mi piaceva stare con gli altri e le infermiere erano cattive. Anche li c’erano tanti bambini malati.

Cosa avevano?

Non lo so. Le infermiere non me lo dicevano.

Tu sei malato?

Mi danno delle pillole tutte le settimane, ma non sono malato. Posso fare tutto. Quando ti ammali devi stare a letto, ma io no.

Sai perché ti danno le medicine?

Prendo le medicine per non ammalarmi. Dicono che è facile ammalarsi d’inverno.

Hai mai sentito parlare dell’HIV?

No.

Conosci i tuoi genitori?

Ho conosciuto mia mamma l’anno scorso. Non conosco mio papà. Mia mamma mi ha detto che mio papà è un uomo d’affari.

Senti spesso tua mamma?

Mi ha chiamato per il mio compleanno.

Che bello. E cosa ti ha detto?

“Buon compleanno”. E mi ha chiesto se sono felice e mi ha detto che è malata.

Cos’ha?

Mi ha detto che è una cosa dalla quale non si guarisce e che andrà a vivere da qualche altra parte e che potrebbe non vedermi mai più.


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ROULETTE RUSSA
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