STORIA DI TRACIE EGAN



i sollevava il vestito sulla testa, così non riuscivo a vedere quello che faceva, e abbiamo cominciato una lotta furibonda con le mie mutande, io che cercavo di tenerle su e lui che cercava di strapparmele. La lotta è durata circa 90 secondi, poi le mie mutande hanno ceduto. Me l’ha infilato.

Botta numero uno, botta numero due, ed è venuto. Davvero: due fottuti secondi, ed era finita. Mmmmhh, ho pensato, forse uno stupro vero è così. Come ragionamento fila. L’eiaculazione precoce non sarà sicuramente in cima alla lista delle preoccupazioni di uno stupratore. Sono preoccupati di finire in fretta.

Dick ha cominciato subito a scusarsi, dicendo, “E’ perché sei così sexy. Dammi un minuto. Lo faccio ritornare duro. Lasciami riprendere un attimo”. Ma ho coperto il suono della sua voce con quello del mio vibratore. Cazzo, non era possibile che dopo tutto sto casino non dovessi nemmeno venire. Ha cercato di farsi perdonare cercando di mettermi dentro le dita, ma io gli ho scostato la mano e gli ho detto, “Sorpresa”.

Nel giro di pochi minuti sono venuta due volte, poi ho buttato il vibratore sul pavimento. Dick non ha fatto che guardarmi tutto il tempo. Ha cercato di toccarmela di nuovo, ora che era ammorbidita dopo un massaggio adeguato. “Sorpresa!”, gli ho sussurato questa volta, prima di alzarmi dal letto in fretta e furia e barcollare in salotto.

Mi sono versata un bicchiere di vino, mi sono buttata sul divano, ho afferrato il telecomando e mi sono messa a vedere che c’era in TV. Dick è riemerso dalla mia camera, solo con i boxer addosso. Si è seduto vicino a me e mi ha accarezzato la coscia. “Voglio farti venire di nuovo”, mi ha sussurrato nell’orecchio. Gli ho riso in faccia.

“Sei così dolce, ridi sempre alle cose che dico”, e poi ha cominciato ancora con il DFK. Questa volta, quando ho chiuso gli occhi, la mia testa girava forte, solo allora mi sono resa conto di quanto fossi ubriaca. Ho pensato che rischiavo di vomitargli in bocca, e allora l’ho spinto via.

“Perché non ti rivesti”, gli ho detto.

Foto sfuocate dell’autrice (a quanto pare è dura fare foto mentre vieni violentata).

“No, voglio farlo ancora una volta. Dai. Lo sai che lo vuoi”.

Non mollava. Alla fine sono stata costretta a dirgli ancora una volta, “Sorpresa! Vestiti. E’ ora che te ne vai”.

Si è vestito e mentre si stava allacciando le scarpe ho preso la busta con i soldi che gli dovevo nella borsa, più 50 dollari di mancia. Gliel’ho data e lui ha detto, “Mi dispiace che è durato così poco”.

“Già”, ho fatto, “Hai ragione”. Allora ho frugato nella borsa e ho tolto due pezzi da venti. “Questo è per le bevute che ho offerto”. Ci ho pensato un po’, poi ne ho preso un altro dicendo, “E questo è per essere venuto troppo presto”. Ho messo la sua riduzione di paga nel mio portafogli.

Lui si è stretto nelle spalle e ha fatto, “Bè, alla fine ne hai tutto il diritto”.

Gli ho chiamato un taxi e ho dovuto letteralmente cacciarlo dal mio appartamento. Continuava a cercare di abbracciarmi e baciarmi dolcemente sulla faccia. Io cercavo di scansare i suoi tentativi di coccolarmi o stare in intimità, o qualsiasi cosa stesse cercando di fare. Appena se n’è andato, mi sono ributtata sul divano. Cinque minuti dopo, mi arriva un suo messaggio: “Sicura? Voglio solo farti venire un’ altra volta e basta”.

O mio Dio! Ma perché diavolo avrà pensato di avermi fatto venire la prima volta? L’ho ignorato. Sei minuti dopo ho ricevuto un altro sms: “Oh, fantastico. E’ la storia della mia vita, ha ha. A presto spero”.

Ho ignorato anche questo. Otto minuti dopo ne ricevo un altro: “Davvero sei stupenda. Chiamami presto”.

Non ho risposto ai primi due, per cui non mi sono preoccupata di rispondere a quest’altro. Mi sono bevuta il mio vino e poi sono crollata sul divano. Il cellulare mi ha svegliato diverse ore dopo, verso l’una. Era lui! Ho premuto “Respingi” con raro piacere. Ho visto che erano arrivati altri messaggi. Uno alle 23:54, circo due ore e mezza dopo che era andato via. Diceva, “Ancora sveglia? Scommetto di sì, chiamami”.

L’altro messaggio era un autoscatto di Dick—nudo e con solo un papillon addosso. Il testo diceva, “Mi piaci davvero”.

Oddio. Ho ordinato uno stupratore e mi hanno portato un corteggiatore maniaco. Poco dopo le 3 ho ricevuto l’ultimo sms della notte, “Ancora sveglia? Mi manchi”.

La mattina dopo ho controllato le e-mail e indovinate un po’? Il nostro Dick era nella mia casella! Mi ha scritto, “Hey signorina, scusa se ti ho chiamato troppe volte ieri. Ero molto più ubriaco di quanto non credessi. LOL! Sul serio, sei stupenda, mi piacerebbe molto rivederti. Dovremmo uscire insieme una volta”.

Gli ho risposto dicendo solo: “Già, ero davvero ubriaca anch’io. Stammi bene”. Mi sembrava un addio sufficientemente esplicito.

Indovinate chi mi chiama due giorni dopo? Ciao sono il tuo prostituto innamorato. Non ho mai più preso una sua chiamata, né risposto a sms o e-mail.

Sapete cosa mi fa davvero incazzare? La gente dice sempre che sono le donne ad attaccarsi troppo presto dopo essere state con un tipo. Ma non ho mai sentito di una ragazza a pagamento che proponeva ad un tizio di vedersi gratis perché gli piaceva così tanto. Non può succedere nella realtà. Le donne sono molto più brave a dividere i problemi di amore, sesso, lavoro e divertimento di quanto la gente (uomini) non creda.

Insomma, considerando come sono andate le cose si potrebbe concludere che quando si cerca di far diventare realtà le proprie fantasie il rischio è che lo stallone violento dei sogni dopo mezzanotte si tramuti all’improvviso in un gattino nero attaccato ai coglioni.


UNO STUPRO, PER FAVORE | 1 | 2 | 3 |

COMMENTI










This girl looks like a pirate that rapes and pillages bugs in Cuteland.

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Talk about not checking yourselves. These two were a cute little suburban twosome until he Warped-Toured his head and she Japanese-nerded her feet. They literally wrecked themselves.
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