DOS & DON'TS











FOTO DI VICTOR J. BLUE



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Questa ragazza ha appena trovato un suo amico nella pila di cadaveri dopo la rivolta. I prigionieri MS-13 organizzarono gli attacchi con un sistema di messaggeri nelle diverse prigioni, siti internet, e cellulari introdotti dai secondini.


Nel 1996 gli Stati Uniti modificarono le leggi sull’immigrazione per permettere il rimpatrio immediato degli immigrati condannati per infrazioni penali. Molti Maras salvadoregni furono rispediti in un paese che non vedevano da anni. Riguardo questa situazione, molti usano la raffinata metafora dell’accendere la scintilla su un barile pieno di dinamite e di sterco. Il caos del Salvador del dopoguerra offrì ai ben addestrati Maras americani legioni di giovani disadattati e tutta la tolleranza legale necessaria per rinnovare radicalmente la struttura della gang—che ormai era quasi un esercito. O una serie di eserciti. Una serie di eserciti con un sacco di tatuaggi, armi e con le palli giganti. (Giusto per la cronaca, a questo punto vorremmo dire che secondo noi i Maras sono la gang con il look più fico di sempre. Quindi nel caso che qualcuno di voi ragazzi stia leggendo questo articolo, noi vi approviamo completamente. OK?)

Dopo essersi consolidati in Salvador, i Maras si sono diffusi nel vicino Honduras, in Guatemala e nel sud del Messico. Oggi li potete trovare, più forti che mai, nella maggior parte degli Stati Uniti. Questo anche per via del geniale tentativo del Federal Prison Bureau di smembrare le gangs seminandone i componenti per tutto il paese.

Nel frattempo, quasi dieci anni dopo la fine della guerra civile, il Guatemala è nuovamente sprofondato nel sangue. Nel 2005 ci sono stati 1.996 omicidi registrati nazionalmente, portando il tasso di morti assassinati a 34.7 su 100.000. Giusto per dire, questo tasso in Italia è intorno a 7 su 100.000.

La risposta del governo al problema non ha affatto migliorato la situazione. Nel 2005, una misteriosa ondata di “pulizia sociale”, cioè omicidi compiuti da vigilantes anonimi, ha attraversato il paese, con i Maras come primo bersaglio. Rastrellamenti e sparizioni improvvise messe in atto da polizia ed esercito sono diventate la norma, e ogni settimana corpi martoriati vengono ritrovati nei campi alla periferia dei centri abitati, e ai bordi delle strade.



Un membro della Mara 18 nel cortile di El Hoyon. Il suo tatuaggio dice: “Non mi fido di nessuno, tantomeno delle puttane”.


Un altro Mara 18 mentre viene curato all’ospedale. Non male quelle lacrime tatuate come premonizione, eh?


MARAS: L’AMERICA DI DOMANI | 1 | 2 |