
uello che forse non sapete è che Benjamin è un vero e proprio maestro nel dentro e fuori. Ma non pensate alle sconcerie, perverts! Stiamo parlando di tatuaggi fatti in casa: quelli vecchi, punk-rock, fai-da-te, per cui bastano un ago e un filo. Negli anni Cho ha fatto dozzine di questi tatuaggi sui suoi amici più intimi (“E una volta anche a un semi-sconosciuto,” ci suggerisce), e adesso è qui, insieme alla truccatrice volontaria 23enne Alexis Page, per farci vedere come si fa. A te, Ben…

Partiamo dagli strumenti. Prima cosa serve uno spillo o un ago. Ringrazio Dio tutti i giorni per avermi fatto stilista ed avermi riempito di aghi. SCHERZO! Lo so che Dio non esiste. Comunque ci sono aghi ovunque, qui da me... Centinaia e centinaia. A volta alcuni fanno buchi nella mia pelle. Uhm… Espressione sfortunata. Insomma, stiamo parlando di spilli. Aghi da cucito, spille da balia, va bene tutto.

Il resto dell’attrezzatura include: un filo di cotone come veicolo per l’inchiostro, un bicchier d’acqua (o in questo caso una tazzina d’acqua, che ho abbinato con un piattino simile per dare un tocco di classe), una penna non indelebile per disegnare l’immagine o la scritta, uno straccio e un inchiostro di qualità. Naturalmente ritengo che l’inchiostro per tatuaggi sia il migliore perché tende a non scorrere e a non sbiadirsi. Non è però così facile da trovare, quindi mi permetterei di suggerire dell’inchiostro indiano o sumi. Qualcuno ha detto di preferire questa soluzione. Ma secondo me è perché non hanno mai provato l’inchiostro per tatuaggi e esprimono giudizi perentori. Secondo voi io potrei fare la stessa cosa? Mai.

Altra cosa fondamentale che vi serve: carne fresca e disponibile! (Nota: mettetevi un paio di guanti di lattice se state tatuando della carne “fresca, disponibile e positiva.”)

E per finire, a malincuore suggerisco l’uso di antidolorifici per i i titolari di suddetta carne fresca. Alexis, in questo caso, ha optato per mezzo Xanax. Di solito non incoraggio nessuno a prendere anti dolorifici (a parte l’alcol), perché mi sembra sin troppo facile e io sinceramente sono un po’ sadico. Ok, sono un sadico ASSOLUTO. Se potessi vestirmi di pelle e avessi i peli in faccia mi farei borchiato, cinturato, e con un paio di baffazzi. Daddy Cho Cho Bear. Ma alla fine accetto le pillole perché penso che mi possano consegnare dei perfetti oggetti di divertimento.

Ora disegna ciò che vorresti tatuare. Nel nostro caso, Alexis ha deciso di scriversi “Rosemary’s Baby” sul fianco destro. Rosemary è il nome della mamma di Alexis e ogni volta che si comportava male, sua mamma gli diceva: “Sei proprio Rosemary’s Baby!” E… Uh… ALLORA, la piccola Alexis rispondeva, “Bè, e allora tu chi sei Mia Farrow! E il tuo futuro marito si scoperà la tua figlia adottiva e poi la fotograferà nuda!” A quel punto la madre replicava alla piccola Alexis dicendole, “Allora sai che c’è? TU sei adottata! Divertiti!” Per non essere da meno, Alexis voleva l’ultima parola, “Lo sapevo! Sono una fottuta chiaroveggente!” Poi a quel punto si abbracciavano e ridevano insieme con un tocco di innocenza perduta. Per quelli di voi che amano la verità, leggete solo le prime tre frasi qui sopra.

Allora, continuiamo col tatuaggio. Il nostro prossimo passo è quello di sterilizzare l’ago scaldandolo con una fiamma finché la punta non arrossisce. A meno che non abbiate le dita callose di uno fico e duro come lo chef Anthony Bourdain, tenete l’ago con una pezza.
Quando l’ago è pronto, attorcigliateci il filo attorno. Partite a grosso modo 3 millimetri dalla punta e fermatevi a 6, continuate avanti e indietro finché non si forma un perfetto ovale.
BENJAMIN CHO
CON ALEXIS PAGE
CONTINUED:
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