PRODIGY
Return of The Mac
Koch

Non si può non amare questo progetto. Dopo un umiliante flop targato G-Unit, Nigga Pee Thugly meglio noto come Prodigy dei Mobb Deep, riprende la strada dell’indipendenza e si unisce al ragazzo d’oro di Beverly Hills, Alchemist, per questo album a tema blaxploitation. Che è una gran figata. Hanno fatto anche tre video mega low-budget, fra cui “Mac 10 Handle” coi Geto Boys. Un disco con minacce di morte su loop di fiati della Stax. Cos’altro volete di più dalla vita?

DAVID DASH

MIGLIOR DISCO DEL MESE
SHY CHILD
PEGGIOR DISCO DEL MESE
MALAJUBE
MIGLIOR COPERTINA DEL MESE
THROBBING GRISTLE
PEGGIOR COPERTINA DEL MESE
IMATRAN VOIMA





SEAN PRICE
Jesus Price Superstar
Duck Down

Pensavo che l’artista noto col nome di Ruck degli Heltah Skeltah fosse ormai un fattone di crack che importunava le sedicenni su Myspace. E invece viene fuori che è l’unica speranza per l’indie rap newyorkese. Si, forse ci ha messo un po’ e con qualche episodio sopravvalutato, ma il vecchio non si è perso d’animo e ora è in radio e la stampa lo caga quasi più dei Klaxons.

BLAQUE PAK

UNLIMITED STRUGGLE
Struggle Music
U.S./Vibra

Non sono mai stato un grosso fan dei dischi fatti dai produttori con sopra i rapper ospiti se si eccettua il primo The Chronic di Dre, ovvero uno dei dischi più belli da quando l’uomo ha inventato il campionatore. In questo Struggle Music, producono in coppia Shocca e Frank Siciliano, ed è apprezzabile il loro sforzo di cercare di dare un filo conduttore al tutto ma, sebbene i beats siano davvero fighi, gli ospiti non sempre sono all’altezza. In una confusa nube di tentativi di soul e pseudoreggae italiano, oltre a qualche solito noto della vecchia scuola, si staglia imperiosa la figura di Marracash. Tenetelo d’occhio.

GANGSTA BOOGIE

CLUB DOGO
Vile Denaro
Virgin

Vile Denaro, prima di essere un disco rap, è un gran disco su Milano come non se ne sentivano dai tempi di Nanni Svampa, della mala milanese e di Ornella Vanoni che cantava con Bettino, entrambi felicemente immersi in una vasca di Negroni sbagliato. Dentro ci sono l’ Hollywood e il Leoncavallo, il terrorismo e la Milano da bere, Brera e la Barona, la bamba e la bamba. E la bamba. I tronisti fanno la fila per vederli dal vivo e le tabbozze con le Air Max si tatuano il loro logo sopra al culo. Insomma, le reazioni che dovrebbero suscitare mediamente i gruppi rap in Italia se non ci fosse stato Frankie Hi-NRG.

BASILIO ROSSI

YOUNG BUCK
Buck the World
G-Unit/Interscope

A te piace Buck, a me piace Buck, a tutti piace Buck; il primo album era un classico ma questo no. Punto. Stessa carriera di Jeezy.

MACHO





IMATRAN VOIMA
Welfare State of Mind
Mighty Robot

Ghetto bass scherzoso dalla Finlandia che pensa di essere più bizzarro di quello che è, ma che è comunque pregevole. Randy Barracuda e Fresh O. Lexx sono i tipici simpaticoni che piscerebbero nel tuo serbatoio o che nasconderebbero dei gamberi nella tua doccia ma se poi si dovessero per caso trovare davanti un vero nero di Detroit in carne e ossa probabilmente svenirebbero.

SUBURBAN DWIGHT

JUSTICE
T
Ed Banger

Hmmm, pare quindi che l’ electro noisy e tagliata non fosse la salvezza della musica dance, che sembra stare molto bene di suo; in ogni caso, grazie. Comunque, col perfetto bilanciamento fra groove e tutto il resto, questo lavoro dei Justice è sicuramente il disco definitivo della scena e il basso mi fa tremare i denti. Adesso, via verso nuove avventure. Fine.

ALEXANDER EATON

DAN DEACON
Spiderman of the Rings
Carpark

Con i suoi occhiali alla Elton John e i suoi discutibili outfits, Dan Deacon sembra Roger Rental ma in realtà è la versione synth-pop di Lightning Bolt e te lo ritrovi in dei posti assurdi nelle zone più sperdute tutto intento a performare in mezzo al pubblico. La gente va letteralmente fuori per la sua musica spaziale computerizzata e ogni minuto potrebbe essere quello buono per lui per partire verso la fama assoluta. Quest’album è un’ottima e pazzesca presentazione.

LES PANINI

SIMIAN MOBILE DISCO
Attack Decay Sustain Release
Wichita

Carino, se preso da un punto di vista di semplice electro-house, ma questi ragazzi non dovevano essere Paul Epworth versione 2007? Tutti rimaranno molto straniti quando compreranno quest’album e scopriranno un tentativo di fare un disco di dance seria senza dentro un “We Are Your Friends”. Dove sono le hit? Grazie per averci scherzato, ragazzi.

CYNTHIA SYNTHIA

THE FIELD
From Here We Go Sublime
Kompakt

Ho davanti il secondo numero di Monocle e sto leggendo con grande interesse il pezzo sulle riserve petrolifere della Norvegia mentre ascolto il debutto di The Field, giovane promessa svedese neo-trance e devo dirvi che mi sento veramente bene e in pace con me stesso.

THEYDON BOYS

KHAN
Who Never Rests
Tomlab

La Tomlab solitamente tende a buttarsi su robe di laptop piacevoli e innocue che suonano agli after party degli studenti di architettura. A parte questo, Khan usa il laptop da paura come se se li volesse mangiare tutti. Sembra il tipo Mr Lover Lover dello spot della Levi’s con la voce di Dave Wyndorf, la linea di basso dei Funkadelic, e la chitarra di Beafheart. Ti senti sporco ascoltandolo perché in effetti è tutta un po’ spazzatura che però, in qualche modo, spacca.

CANARY DWARF

DIGITALISM
Idealism
Virgin

Forse perché sono tedeschi, i Digitalism hanno sempre un fondo di “Zzzz” nella parlata, tipo “Zdarlight”, che è figo. Idealism è il loro approdo al formato album e ok, non hanno il carisma dei Daft Punk o dei Justice, ma “Pogo” è nu-disco tendente al rave in quella maniera subdola, simile a una t-shirt Hypercolour inzuppata di dolci e popper, e in più c’è la cover di “Fire In Cairo” dei Cure.

RODNEY G. JONES





BORIS WITH MICHIO KURIHARA
Rainbow
Drag City

Ok, abbiamo passato tutto l’anno scorso a incoronare i Boris come re di praticamente tutto; Pink era più dolce di una neonata ricoperta di cioccolato. Ma guai a dimenticare la band giapponese axe-rock migliore degli ultimi 15 anni (no, non i Guitar Wolf): i GHOST, figli di puttana. Su questa collaborazione, il chitarrista-genio dei Ghost Kurihara interrompe una della più noiose cagate che i Boris abbiano mai fatto; e lo fa con la stessa solubilità mentale con cui rese ascoltabile un disco di Damon e Naomi qualche anno addietro. Pessima citazione che serve però a ricordare che Kurihara è il boss e tu lavori per lui, e ora sei licenziato. Non farti vedere mai più. Nessuno di noi ha più intenzione di rivolgerti la parola.

JAPANCAKES

THE STOOGES
The Weirdness
Virgin

Ha ha ha, trovo divertente ascoltare Iggy Pop che canta una canzone che si intitola “Trollin’”. E poi dice: “My dick s turning into a tree”, che è altrettanto divertente. Che vi devo dire, mi diverto con poco. C’è un altro pezzo dove il ritornello fa: “My idea of fun is killing everyone.” Di nuovo, sorrido. Forse sono un po’ stupida, chi lo sa, ma preferisco sentire delle nuove canzoni del cazzo degli Stooges piuttosto che delle nuove canzoni del cazzo di nuove band del cazzo che non hanno già fatto il miglior disco di tutti i tempi (Fun House). PS: Iggy Pop ha sessantanni! Ed è ancora bellissimo!

MARIA DeMUTANDA

PELICÏAN
City of Echoes
Hydra Head

E’ troppo tardi per questi giovani per cambiare il loro incredibilmente brutto nome (seriamente ragazzi, perché allora non Penguin?), però si fanno più che perdonare con questo terzo volume del loro impeccabile MANUALE DELLA FIGATA DEFINITIVA. E’ una specie di ideale platonico del metal: totalmente strumentale, rumorosissimo e solidissimo. La musica ideale per quei pomeriggi di pioggia dove tutto ciò che vuoi fare è buttarti in un bong e leggere pile di fumetti di gente con spade, orchi e robe del genere.

REDD VINE

THRONES
Day Late, Dollar Short
Southern Lord

Joe Preston era negli Earth, ha suonato con i Sunn O))), i Whip e gli High On Fire: è praticamente un tuttologo dello sludge. Detto questo, alcuni pezzi qui dentro poteva tranquillamente fare a meno di propinarceli, ma altre cose sono da leccarsi i baffi, se sei il genere di persona che si eccita per queste cose e sei baffuto.

LASZLO KOVACS

PONYS
Turn the Lights Out
Matador

Potrei fare il tipico esperto di musica saccente e dirvi che la gente si è interessata di questi ragazzi per 5 minuti dopo che è uscito il loro primo album e poi dire con voce sarcastica: “Wow! Geniale! Perché non fate una roba più marcatamente midtempo sul terzo album per la vostra nuove e splendida etichetta, troppo originale”, ma sapete che c’è? Questo disco è solido come una roccia e in qualche modo spacca. Ma voi probabilmente sarete tutti: “Voglio del sarcasmo spicciolo e dell’arguzia e loro erano meglio prima che avessero deciso di cacciare quel tipo.” Sinceramente, vaffanculo. E’ un bel disco.

GREYGOOSE GARDENS

IL TEATRO DEGLI ORRORI
Dell’ Impero Delle Tenebre
La Tempesta

Si ok, è una super band composta da dei gesucristi dell’indie italiano che esce per un’ etichetta di altri gesucristi dell’indie italiano e tutti i critici musicali gesucristi dell’indie italiano stanno passando ore a raccontarvi chi sono, chi erano e perché ci deve piacere questo disco. Io posso dire che mi piace e basta e non me ne fotte un cazzo di chi sono e di cos’hanno fatto prima e vorrei che ci fossero più ventenni in giro con le palle quadre come questi quarantenni, ok?

TEENAGE TIGER





BLONDE REDHEAD
23
4AD

Questi ragazzi hanno i numeri per piacere. I ragazzini facilmente impressionabili andranno fuori al pensiero che il pacchetto gemelli con chitarra/batteria va di brutto e i vecchi che leggono Blowup lo compreranno perché è della 4AD, e potranno dimostrare di essere sempre aggiornati. Ma qualcuno l’ha sentito sto disco? Sembra una roba fatta dai Sonic Youth in un loro pomeriggio di noia totale. Se li vedi dal vivo fa un po’ impressione perché entrambi sono davvero identici e si guardano come i bambini del film Grano Rosso Sangue.

OLI TAPISTONUS

TELEVISION PERSONALITIES
Are We Nearly There Yet?
Overground Records

L’ultima volta che Vice ha parlato con Dan Treacy era per chiedergli come si mangiava sulla nave galera dove era stato rinchiuso a lungo e dove aveva scritto dei pezzi, che sono poi questo disco a cui ha aggiunto alcune cover fatte a modo suo fra cui quella di “If I Should Fall Behind” di Springsteen. Che mi piace di brutto; me la sto ascoltando mentre fuori è primavera e l’inverno dentro di me scalcia perché non gli pare vero che l’estate debba ancora cominciare.

GINO CERRUTI

120 DAYS
S/T
Smalltown Supersound

Questi norvegesi fanno rock elettronico, ma non pensare a quella roba tutta balletti ironici e occhiali giganti. Questa è roba seria, professionalmente austera, dove le parti elettroniche non sono li per farti ridere o per farti riflettere sull’alienazione portata dalla tecnologia, ma solo per fare dei bei suoni che non si riescono a fare altrimenti. Un concetto che non è difficile da capire, ma che troppa gente da per scontato.

TANO SMELL

THE TWILIGHT SAD
Fourteen Autumns & Fifteen Winters
Fat Cat

Avete presente tutti quei cliché sugli scozzesi? No, non quelli per cui sono tutti eroinomani e muoiono di infarto; intendo quelli sul loro amore per le chitarre dei Sonic Youth e le voci tremolanti che ricordano i lords che cantavano errando per le highlands. Si, i Twilight Sad sono esattamente tutto ciò. Ottimo indie-rock che, sebbene dovresti essere ad ascoltare del dubstep e robe così, non riesci a smettere di sentire.

EL PEE

SHY CHILD
Noise Won’t Stop
Wall of Sound

Ho sempre pensato che gli Shy Child fossero capaci di fare una cosa sola, e avevo ragione. Fatto sta che la cosa che fanno è una gran cosa, questo synth e batteria, e che ora come ora è veramente fresco—anche se la voce di Pete Cafarella alla lunga può essere lagnosa. Che altro? Alcune tracce sembrano i White Stripes che fanno versioni jazz-funk di “Yeah” di Usher. Altre, come “What’s It Feel Like”, sono dei pezzi disco che ti fanno venire la pelle d’oca. E’ innovativo, è divertente, ed è sicuramente un altro contendente al titolo di disco dell’anno.

CORSO DI PORTA SCORTESE

CUT CITY
Exit Decades
GSL

Gli Interpol ci metteranno una vita a rifare un disco insieme, vero? Se siete annoiati e non ne potete più dell’attesa e volete ascoltare un po’ di roba post-punk glaciale e distaccata con le chitarrine e un cantante che non sembra poi così scocciato, ecco un disco che fa per voi. Lo sapevate che il primo batterista degli Interpol suonava nei Saetia? Ve lo giuro.

JIMMY KAY

FEIST
The Reminder
Polydor

Il terzo album di Feist è più rimuginato rispetto alla felice e fortunata lunadimielosità dei precedenti. Ci sono un paio di pezzi giusti che probabilmente sentiremo presto nello spot di Lacoste For Women, ma per la maggior parte suona come uno sbadiglio provocato dal lamento di un puma che canta in un cocktail lounge parigino di alta classe.

DOM TUNON

MALAJUBE
Trompe L’Oeil
City Slang

Perché la gente si eccita così tanto con band come questa? Sarà solo perché vengono dal Canada? Questi ragazzi addirittura cantano in francese quindi stanno veramente giocando la carta della provenienza. Meno male che hanno quello dalla loro parte perchè questo tentativo coscienzioso al pop melodico e bizzarro non arriva neanche a sfiorare gli Of Montreal o le altre 600 band di quel tipo.

CANDI APPLE

KID WEIRD AND THE COMBOS
S/T
Powermaracas

Se dico che non mi piace il timbro vocale del cantante e la sua pronuncia dell’inglese che non è ne buona ne così pessima da risultare esotica faccio un torto al buon lavoro di programmazione, produzione e grafica con cui è stato concepito questo disco? Lo ascolto lo stesso, ma come quando ho guardato About a Boy e Will aveva la faccia di Hugh Grant.

FRANCESCO J.





GROWING
Color Wheel
Megablade/Troubleman

Come spesso accade, un disco che non rende giustizia allo spettacolo dal vivo. In poche parole, questo sarebbe il disco dei Sunn O))) e i Boris, ma reinterpretato da un duo di hippie canadesi con gli acquerelli musicali che suonano i colori delle note, al posto di giapponesi noise e preti Satanici. Penso sia la musica che sentono i feti dentro gli uteri. Che a mio modo di vedere le cose, è una figata.

DUSKER WHO

THROBBING GRISTLE
Part Two: The Endless Not
Mute

Quando i T.G. hanno coniato il termine industrial non pensavano a dei disadattati sociali costretti in abiti di pelle strettissimi; volevano proprio suonare come l’interno di una fabbrica. Il che non è male, come non è male il loro primo album in un quarto di secolo. Ora usano i laptop al posto dei loop su nastro e compongono ballate decadenti da balera con P-Orridge che canta come Edith Piaf mangiata dalle larve. Sembra un po’ la nonna di Cameron Diaz, certo, però è sempre un ritorno dignitoso.

ANNA MARIA VAGGIONI

BATTLES
Mirrored
Warp

Non spettacolare come ci si poteva aspettare ma comunque un decente disco rock, non c’è che dire. John Stanier picchia sulla batteria come un Desperate Dan eccitato mentre dei ragazzi magri e secchioni costruiscono loop confusi e mentre ritmi sincopati col delay esplodono ovunque attorno a lui. Ragazzi di talento sconfinato eccetera, ma sono oramai a un attimo dall’essere noiosi. Tutto questo è vero su disco, perchè live ucciderei mia madre per vederli.

MIKE ROGERS

OOIOO
Eye Remix EP
Thrill Jockey

Eye Yamatsuka dei Boredoms remixa due pezzi dell’ultimo album degli OOIOO e sapete cosa? Ne viene fuori un succulento banchetto a base di porco arrostito per le nostre orecchie. E’ come ricevere un abbraccio di gruppo da cinquanta panda cuccioli mentre una marmotta ti massaggia le spalle. Ve lo raccomando così tanto che non sapete nemmeno quanto.

MEG SNEED

COMMENTI










Being proud that you think “forbidden fruit is the sweetest” makes us think of pedophiles, rapists, guys that fuck old ladies, and people who eat illegal tiger meat.
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When guys get pass-out drunk, we all laugh along and go, “Aw, Ryan, you big oaf,” because men don’t have embryos and it doesn’t matter how polluted they get. When women get all Weekend at Bernie’s, however, it’s just not right. It’s like she fell asleep at the vagina and that makes all mother’s sons feel uncomfortable.

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