FOTO DI SCHUYLER PISHA



Un’immensa porta di acciaio verde, un recinto di filo spinato di tre metri e alcune prese d’aria arrugginite che fanno capolino sul prato sono gli unici segni esterni del grosso complesso sotterraneo. Dalla porta principale, il corridoio di accesso scende lentamente dentro la collina. Lungo i muri ci sono nastri trasportatori che saranno usati per fare carico di provviste, e alla fine della discesa si trova lo spazio di accoglienza e di decontaminazione. Qui, al momento di rientrare nel rifugio dopo un’escursione nel desolato inferno radioattivo al di fuori, i passeggeri di Ark Two si libereranno delle particelle radioattive sotto le docce apposite. Una volta superata la decontaminazione, si entra nel rifugio vero e proprio. Circa 30 stanze della dimensione di un autobus che si innestano nel corridoio centrale lungo quanto l’intero rifugio.

Il pavimento è per lo più di un linoleum sporco e consunto. Crea un’atmosfera piuttosto familiare in realtà. L’illuminazione è prodotta da semplici lampadine, racchiuse in quelle specie di nicchie di plastica che usano nei cantieri. E’ una luce giallastra e opaca,

ma non si può dire sia scarsa. Qua sotto, in fondo, c’è più spazio di quanto ti aspetteresti. Sarà per via degli scuolabus, ma c’è un atmosfera piatta e istituzionale, più da scantinato di una scuola elementare abbandonata che da spaventoso buco nella superficie della terra in cui nascondersi dalla catastrofe nucleare che distruggerà quanto abbiamo di più caro e che trasformerà l’umanità in una marmaglia di cannibali mutanti che vagheranno per il pianeta su motociclette riadattate.

Entrando in una delle zone-notte del complesso, e vedendo i sei letti a castello lungo ciascun muro, potreste avvertire un vago senso di oppressione nel petto. Le zone dormitorio sono divise per sesso e per età. I cartelli fuori dalle stanze sono associati con nomi di animali, per rendere un po’ più divertente per i ragazzi il gioco di aspettare che sia passata la fine del mondo. Le donne adulte sono le Antilopi, gli uomini adulti i Tori, le giovani donne le Gattine, le adolescenti le Cerbiatte, gli adolescenti i Daini, i ragazzini le Rane e i bambini piccoli i Criceti. E non temete, c’è una zona privata appositamente destinata al sesso.

Al centro del rifugio, vicino alla sala del generatore, c’è l’area di comando. Bruce vede Ark Two come una sorta di sottomarino isolato dal resto del mondo. Lui è il capitano, e proprio come su una nave in mare aperto, ha potere assoluto. Si rende che conto che ci sarà sempre rischio di ammutinamento, e si è creato una piccola cella senza finestre accanto alla zona di comando e alla sala del generatore, una sorta di bunker dentro il bunker.

La maggioranza delle stanze sono come gusci vuoti con uno o due mobili molto semplici e una targhetta che suggerisce un ipotetico utilizzo. C’è una biblioteca con scaffali ma senza libri, una sala computer ma senza computer, una sala comunicazione senza mezzi di comunicazione. Altre sale sono progetti falliti, o nati male. Qualcuno ha regalato a Bruce una poltrona da dentista e una macchina per i raggi X, ma la poltrona ora è tutta arrugginita, e dei vandali hanno distrutto la macchina dei raggi X. La gente col tempo ha cominciato a chiedere a Bruce come avrebbe affrontato il problema della disperazione e della claustrofobia, e allora lui ha cominciato a costruire delle vasche di deprivazione sensoriale. Avete presente, quelle grosse bare piene di soluzione salina a temperatura ambiente che teoricamente dovrebbero aiutare chi sta subendo un crollo nervoso. (Anche se in Stati di Allucinazione l’unico effetto che avevano su William Hurt era prima di trasformarlo in un lupo mannaro e alla fine in una specie di umanoide protoplasmico). In ogni caso, la vasca di deprivazione non è venuta molto bene, quindi ora è diventata un grosso ripostiglio di compensato dove vengono ammucchiati materassi di gomma piuma. Ma in ogni caso a questa storia della disperazione Bruce non ci crede più di tanto. “Se la bomba esplode saremo tutti desiderosi di sopravvivere. La gente mi verrà a dire, ‘Preferiamo non sopravvivere in queste condizioni’? Non credo proprio.” Per Bruce quando la merda ci arriverà fino al collo faremo a botte per avere un posto nel suo impero sotterraneo.

Molte di queste stanze probabilmente saranno equipaggiate meglio quando esploderà il casino totale e Bruce farà entrare la sua gente. Non sono riuscito a far dire a Bruce esattamente quanta roba ha messo o non ha messo da parte nelle vicinanze. Ma prima che questa struttura mezza incompleta e ancora del tutto immaginaria cominci a farvi pensare che Bruce si sia costruito una specie di sala giochi blindata da un milione di dollari, provate a pensare alla struttura fondamentale del rifugio, a come sia pensato per garantire tutti gli aspetti fondamentali della sopravvivenza.




Dunque, cosa serve per sopravvivere sotto terra per tre mesi?

ARIA, SENZA ELEMENTI RADIOATTIVI, PLEASE—Quelle specie di bocchettoni arrugginiti che punteggiano la zona sono torri di raccolta dell’aria. Sono costruite in modo che le particelle non possano passare attraverso, e quelle che ci passano comunque vengano filtrate prima di arrivare al rifugio. Bruce mi ha spiegato tutto, e in effetti è un po’ complicato, per cui se siete curiosi andate a dare un’occhiata al sito. (Scommetto che non lo farete.)

ACQUA PULITA—Il pozzo autonomo di Arca Due, che si trova dietro la porta posteriore, è stato completato nel 2000. “Abbiamo due pompe per il pozzo, e se entrambe si rompono c’è una pompa a pressione, e se quella si rompe utilizzeremo la cisterna del latte [una cisterna da più di mille litri di acqua collocata vicino al pozzo]. In quel caso useremo i secchi per tirare su l’acqua.”

SMALTIMENTO RIFIUTI—come equivalente di un sistema fognario il rifugio dispone di una fossa settica “Dimensione Caserma” che può contenere grosse quantità di merda.

CIBO—Bruce ha cibo da parte nel rifugio, e ancora di più a casa sua. Il miele e il frumento sono i migliori alimenti per la sopravvivenza. Entrambi durano praticamente per sempre. A Bruce piace ricordare che semi di frumento sepolti nelle antichi sarcofaghi egizi sono stati trovati pieni di germogli nei giorni nostri. A seconda di quanta gente si presenterà al rifugio all’inizio della guerra, e di quello che porteranno con sé, il cibo potrebbe essere un problema. Ma l’emergenza non durerà molto. Dopo cinque o sei settimane sarà possibile uscire dal rifugio per lassi di tempo più lunghi e andare alla ricerca di cibo tra le rovine.

ENERGIA—Ci sono due generatori dentro Arca Due. Al momento, il generatore primario è un vecchio Caterpillar giallo degli anni ’40, e quello di riserva è un Perkins da 75-Watt. Se entrambi si rompono Bruce ha preparato un certo numero di biciclette che possono essere collegate ad un generatore e fornire il minimo indispensabile di energia se utilizzate in continuazione. Il carburante diesel per i generatori è conservato in cisterne sotterranee che non sono accessibili dal rifugio. Il sistema di scarico dell’aria funziona bene—quando i generatori sono in funzione appestano la zona, ma all’interno del rifugio non si sente niente.

UNA VOLONTA’ DI FERRO—Ho chiesto a Bruce cosa farebbe se una marea di gente si presentasse alla sua porta, implorando di essere accolta nel suo rifugio. “Se venisse molta gente metteremmo delle guardie armate al cancello in cima alla strada a dire, “Salve, il rifugio è pieno. Non possiamo accogliere nessun altro. La strada è quella.’ Non staremmo lì a spiegargli che sarebbero già dei morti viventi a quel punto. Se questa gente fosse rimasta in giro per tre giorni dopo l’esplosione, ad un’esposizione di 10 roentgens l’ora, anche dentro il rifugio non sopravviverebbero più di tanto.”

Bruce non prende in considerazione la possibilità che lui e sua moglie scompaiano prima della guerra, perché è convinto che la guerra sia imminente. Ma gli amici e i sostenitori di Bruce con cui ho parlato pensano che, se dovesse morire, le autorità locali non vedrebbero l’ora di distruggere tutta la struttura sotterranea—cosa che hanno sempre cercato di fare dal momento della prima colata di cemento.


BEN WHITE



Ecco una guida ai termini che ti saranno utili mentre vagherai per le rovine post-atomiche che un tempo costituivano il pianeta Terra. Meglio impararli a memoria se vorrai entrare nei ranghi dei sopravvissuti organizzati.

ALPHA STRATEGY: L’idea che sia meglio mettere da parte più del necessario. Potrai usare le tua provviste extra per barattare e per aiutare il prossimo una volta che il mondo andrà a puttane.

ALICE: All-purpose Lightweight Individual Carrying Equipment, aka uno zainetto costosissimo.

ASBO: Comportamento asociale. Visto di cattivo occhio in posti come l’Ark Two.

BIVVY: Bivacca. Ne sai montare una a occhi chiusi?

FUD: Fear, Uncertainty, and Doubt. Paura, Incertezza, e Dubbio. Tre cose molto comuni dopo l’apocalisse.

GOLDEN HORDE: Si riferisce ai Mongoli del 13° secolo. Per gli esperti, questa sarà l’orda di rifugiati e ladri che vagherà per il mondo.

GRID DOWN: Il momento esatto quando la griglia elettrica mondiale collasserà.

MZB: Mutant Zombie Biker. I biker mutanti saranno un grosso problema per i sopravvissuti.

POLLYANNA: Una persona che nega l’evidenza che la società si ridurrà in una montagna di merda radioattiva e anarchia.

PREPPER: Uno preparato. Un esperto di sopravvivenza.

TEOTWAWKI (AKA “THE CRUNCH”): La sigla sta per The End Of The World As We Know It. La Fine Del Mondo Come Lo Conosciamo. A volte pronunciato “Ti-oht-wok-i.”


STA ARRIVANDO L’APOCALISSE | 1 | 2 |

COMMENTI










This is such the kind of mom that calls herself a MILF. How gross is that by the way? “Hi, I’m Joanne. Strangers would like to put their dick in me.”
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Have you seen drag queens lately? They all think you can just throw a ponytail and sweatshirt over a pair of Asics and call it being a woman, which makes it really special when you finally see someone taking things back to the Divine days (even if he did let the rest of the Sandymount High School civil liberties club tag along for the night).
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