ILLUSTRAZIONE DI MILANO CHOW


el 1980, Bruce Beach decise di costruirsi un rifugio antiatomico nel fianco di una collina a circa mezzo miglio da casa sua, nel piccolo paesino di Horning’s Mills, in Ontario. Ha fatto interrare quattro scuolabus svuotati e collegati fra di loro, e lo spazio era appena sufficiente per lui e per la sua famiglia. Poi, nel 1985, decise di aggiungere altri quattro bus. La cosa sarebbe finita lì, ma i tizi della ditta di camion che gli avevano procurato i mezzi continuavano a presentarsi da lui con altri autobus, e lui continuava a comprarli. Si fermò a quota 42 autobus, ma solo perché era necessario finire i lavori prima dell’inverno.

Squadre di operai poi versarono tonnellate di cemento sugli autobus. La colata dovette essere fatta tutta in uno stesso momento per non rischiare di spostare gli autobus. Poi, per evitare la formazione di crepe, fu necessario irrigare il cemento per un mese per mantenerlo umido fino a quando non fu perfettamente saldo. Gli autobus racchiusi nel cemento sono disposti a forma di alveare, una delle forme naturali più solide. Secondo Bruce il rifugio può assorbire il contraccolpo di un’esplosione nucleare fino ad un miglio di distanza. Non che abbia molta importanza, visto che il rifugio è situato ad almeno 20 miglia da qualsiasi potenziale bersaglio. Quando infine fu completata nel 1985, Arca Due, questo è il nome che ha preso con gli anni, era un complesso sotterraneo di 3 chilometri quadrati che poteva ospitare centinaia di persone.

Bruce è un omone alla Babbo Natale originario del Kansas, molto alla mano e con un pesante accento che mescola consonanti del Midwest e vocali del Canada. Ha circa 70 anni e ha un occhio pigro per via di un ictus avuto anni fa, ma è così attivo e scherzoso che è facile dimenticarsi la sua età. Ha cominciato a preoccuparsi della guerra nucleare alla fine degli anni ’50, quando era operatore della torre di controllo della base dell’aviazione di Dobbins in Georgia, dove atterravano i grossi bombardieri. “Era una delle 5 basi negli Stati Uniti ad avere uno spazio di massima segretezza. Ho visto velivoli molto strani, aerei-spia neri, alianti, cose che non ho più rivisto. E ho visto degli UFO. Posso raccontarti un sacco di storie sugli UFO. Poi ho finito il mio servizio nelle forze armate, ed è stato allora che ho cominciato a mettere da parte viveri, a tenere sempre pronto un bagaglio d’emergenza, e a preparare piani di evacuazione.”

Uno dei più di 150 lavori che Bruce ha svolto da allora è stato quello di fornitore dell’esercito e ha partecipato alla costruzione di più di 20 rifugi in Utah e Idaho negli anni ’60. Nel ’74 Bruce si convinse che il vicepresidente Spiro Agnew ce l’aveva con lui. “Girava voce che stessero cominciando a mettere in campi di prigionia la gente che si opponeva alle politiche radicali dell’amministrazione di Nixon.” La moglie di Bruce, Jean, aveva la sua famiglia a Horning’s Mills e possedeva dei terreni da quelle parti—compresa la collina dove fu poi costruita Arca Due—e quindi sembrava il posto più logico dove trasferirsi.

Ad un certo momento Bruce fu anche comproprietario di un’azienda che costruiva bracci meccanici robotizzati, uno dei quali partecipò al salvataggio dello Shuttle Challenger. Forse è da qui che sono arrivati i soldi per costruire Arca Due, anche se Bruce non parla mai della sua situazione finanziaria o di quanto gli sia costato costruire il rifugio. Dovete sapere che Arca Due gli ha causato dei problemi con il fisco. Sebbene abbia fornito un resoconto molto accurato della costruzione agli assessori del paese, loro si sono semplicemente rifiutati di credere che fosse possibile costruire una struttura sotterranea così grande a quella cifra. Una stima accurata proveniente da un’altra fonte stabilisce il costo della costruzione intorno al milione di dollari e il costo per spostarla oggi a circa due milioni.

Quando gli abbiamo fatto visita il mese scorso Bruce ha previsto, “con il 90% di certezza,” che sarebbe esplosa una guerra nucleare nel giro di sei settimane. C’è già un velivolo americano che sorvola il Golfo Persico pronto per l’attacco all’Iran, il secondo arriverà nel giro di pochi giorni. Bruce ci ha spiegato che gli USA sganceranno una piccola bomba sull’ l’Iran, e a quel punto il Pakistan si ritroverebbe in una situazione del tipo “adesso o mai più”. India, Israele e Russia seguirebbero a stretto giro. Non sono riuscito a non chiedere a Bruce, con un’aria da studentello universitario presuntuoso, se davvero ci crede a questa cosa del 90% di probabilità, e lui mi ha risposto: “Questa è la situazione, stai parlando con la persona che possiede quella che probabilmente è la più grande struttura di sopravvivenza nel Nord America, devi crederci per fare una cosa del genere, no? Io faccio parte di una comunità in cui tutti sono convinti che accadrà. Vai a parlare con il ministro battista sulle probabilità che la fine del mondo arrivi nel prossimo anno, e che Gesù torni sulla Terra—lui ci crede davvero.” Io ho cercato di dirgli che non è che non credevo alla sua previsione, avevo solo qualche dubbio sulla percentuale. Ho detto che l’avrei vista più sull’1%. Per il resto del weekend, ogni volta che gli davo ai nervi mi chiamava “Mister Un Per Cento”. L’ho fatto abbastanza incazzare, credo.

Il cruccio più grande di Bruce è che potrebbe non avere a disposizione abbastanza gente nel suo rifugio per fare quello che sarà necessario fare all’interno e—soprattutto—all’esterno, dopo che l’effetto della precipitazione radioattiva sarà finito. Per quanto sia un progetto importantissimo per lui, Bruce vede Arca Due come “una nave che ci permetterà di attraversare il mare delle radiazioni.” La ricostruzione sarà la vera sfida. E’ per questo che detesta essere definito un fissato della sopravvivenza. Lui vuole costruire una nuova società utopica con i sopravvissuti che usciranno dai rifugi. Non sarei davvero capace di spiegare il suo programma per la ricostruzione in meno di 5.000 parole, ma potete leggervelo tutto sul suo sito. L’idea di fondo è che ci saranno sacche di sopravvissuti in tutto il mondo che lavoreranno autonomamente lungo le stesse linee guida, per poi alla fine rimettersi in contatto. Con questo obiettivo, lui ha creato dei capi TEAM (acronimo di Together Everyone Achieves More, e cioè Insieme Ognuno Ottiene di Più) in ognuno dei 50 stati e in giro per il mondo. Queste persone sono in contatto con lui, sono iscritti alla sua newsletter e distribuiscono i suoi volantini e DVD informativi omaggio. Probabilmente molti di loro temono un conflitto nucleare e alcuni hanno anche dei rifugi, ma lui ammette mestamente che nell’intero progetto c’è molta pianificazione teorica, ma pochissima attività concreta, “tanti cappelli ma poche vacche, come dicono in Texas.” Sul suo sito Bruce da anche consigli gratuiti sulla costruzione di rifugi a tre condizioni: che il candidato voglia costruire subito un rifugio, che abbia già un terreno disponibile e che disponga già di un capitale, per quanto limitato. Fra i fanatici della sopravvivenza in tutto il mondo Bruce è una leggenda vivente.

Ha sempre incoraggiato la gente a venire a vivere a Horning’s Mills. Chiunque può avere un posto nel rifugio, a condizione che metta a disposizione qualche ora di lavoro per il progetto ogni tanto. Uno strano paesaggio umano si è alternato da queste parti nel corso degli anni. “Molti leader carismatici si sono presentati con i loro “seguaci”, ma dovevano tenere i “seguaci” sotto controllo e molti di loro avevano paura che ad un certo punto i “seguaci” dicessero, ‘Aspetta un attimo, non abbiamo bisogno di un leader carismatico…’ e quindi hanno tagliato la corda.” Al momento Bruce ha una lista di 58 abitanti della zona, molti dei quali imparentati con lui in qualche modo, che sicuramente faranno parte del progetto. Ovviamente, visto che tutti da queste parti sanno del rifugio, un notevole numero di indigeni terrorizzati potrebbe farsi vivo se il loro mondo all’improvviso dovesse cominciare ad assomigliare un po’ troppo a quello di Mad Max.

BEN WHITE


CONTINUED:
STA ARRIVANDO L’APOCALISSE
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COMMENTI










What are you Grups so worried about? Getting old is a good thing. Look at this guy. He’s about a hundred years old and he’s loving every minute of it. If you’re over 30 you need to throw all your gel, logos, silk screens, rare sneakers, stressed denim, hairdos, and jewelry in the garbage. Make a clear, even path to this guy and go there, year-by-year, with dignity.
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Call me an asshole but people who like to be pissed on are pieces of shit. Actually, shit doesn’t even like being pissed on. It just allows it because that’s life when you’re shit.

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