
li adolescenti più che altro si limitano al sesso telefonico ma a parte questo funziona praticamente come ovunque nel mondo: la gente fa sesso.
Le donne irachene hanno la reputazione di essere tra le più promiscue del Medio Oriente. Una battuta molto diffusa sulle donne irachene è che hanno le tette così appese perché gli uomini gliele strizzano troppo facendo sesso. Un’altra cosa tipica è la ‘eche’, cioè la donna matura che la dà via facilmente. Credo che in America voi la chiamiate la ‘panterona’. Molti Iracheni adorano le ‘eche’, anche se non sempre hanno un gran bell’aspetto visto che sono così facili.
Ma come ogni altra cosa in Iraq, anche questa è complicata. Da un lato ci sono le donne dell’Hotel Palestine col body leopardato che danno piacere ai soldati nei cessi. Dall’altro una donna rischia di essere rapita, torturata e stuprata per essersi messa un paio di jeans. E’ un casino.
Sotto Saddam era tutto più moderno. Le donne si mettevano le minigonne senza problemi. Ma ora tutti sono terrorizzati del potere dei gruppi religiosi. Le donne si mettono il burqa e fanno di tutto per sembrare devote pur di non diventare un bersaglio. Se una donna si vestisse all’occidentale e fosse stuprata tutti direbbero che se l’è andata a cercare.
Gli uomini gay in realtà se la passano meglio delle donne, il che vuol dire comunque non alla grande. E’ diventata una cosa comune baciarsi sulle guance e depilarsi il viso, quindi è difficile stabilire chi è gay e chi semplicemente è moderno e attento all’aspetto. Ci sono molte voci sull’omosessualità di famosi attori iracheni, e in generale si scherza parecchio sull’essere gay, ma se vieni beccato dalle persone sbagliate rischi la morte immediata. Non ho idea di dove i gay si incontrino.

roga in Iraq? Ma sei pazzo? La nostra è una società molto tradizionalista e religiosa. Praticamente nessuno prende droghe da strada. Per sballarsi in Iraq si usano i farmaci. La droga più diffusa è il Rivotril (un equivalente del Klonopin), che viene prescritto per l’epilessia. Lo chiamano ‘abu issaleeb’, che vuol dire “quello con la croce”. Questo perché la pillola è fatta a forma di croce per poterla suddividere più facilmente in dosi più piccole.
Anche il Valium è molto diffuso. Gli ex-soldati dicono che praticamente tutti nell’esercito prendevano il Valium durante la guerra tra Iran e Iraq negli anni ’80, per stordirsi e andare a combattere, o a volte solo per dormire. Uno dei miei amici lo prendeva regolarmente e mi ha detto che lo aiutava ad avere meno paura e lo rendeva quasi indifferente al rischio di morire.
E poi c’è l’alcol. Una volte lo vendevano agli angoli delle strade nei refrigeratori, ma ora la milizia ha cominciato a sparare a vista a chi ci prova. Comunque, i superalcolici vengono serviti ancora in alcuni ristoranti, dove li camuffano servendoli nelle bottiglie del succo di frutta o in bicchieri scuri che non permettono di vedere il contenuto. Il superalcolico più famoso in Iraq è l’arag. Praticamente è alcol etilico diluito.
Del mondo delle droghe di strada non so molto. C’è il fumo e c’è l’oppio, ma io e i miei amici non lo abbiamo mai provato. Una volta ho visto un mio amico prendere l’LSDun giornalista americano glielo aveva dato la sua ultima notte a Baghdad. E’ stato fuori di testa per una giornata o più, da allora è rimasto un po’ strano.
Infine, si sniffa la colla. Non sei un vero ragazzo di strada iracheno se non ti porti dietro uno straccio intriso di benzina o di colla da sniffare.

uando gli iracheni hanno sentito per la prima volta i Black Sabbath sono impazziti. Il metal è diventato popolarissimo. Negli anni ’80 alcuni gruppi metal americani ogni tanto venivano a suonare a Baghdad, e i metallari iracheni andava ai concerti sulle loro Harley, con le giacche di pelle, le catene e i capelli lunghi cotonati come i metallari negli Stati Uniti.
Ma dopo la guerra con gli Stati uniti nel 1991, tutta la musica americana è stata bandita e rischiavi di andare in prigione o di essere ucciso se venivi beccato a sentirla. Nel 2002 il governo ha ricominciato a permettere l’importazione di cassette e cd rock per qualche motivo e c’è ancora qualche piccolo gruppo di metallari da queste parti. Ma sta tornando ad essere pericoloso essere beccati con qualsiasi cosa venga considerata occidentale.
Non esiste un equivalente iracheno della musica rock o dance. L’idea stessa di locale notturno o club non esiste. La musica irachena tradizionale è più che altro molto triste. E’ basate su melodie malinconiche suonate con l’oud (una specie di flauto) e a volte prevede ritmi battuti con tamburi suonati con le mani.
Uno dei migliori cantanti iracheni e forse il più famoso è Kathm Al-Sahir. Usa un’orchestra intera ed è considerato l’ambasciatore della canzone irachena nel mondo. Il più famoso suonatore di oud è Naseer Smamma. E’ molto famoso in tutto il mondo arabo.
Gli iracheni usano molto i mawwal nelle loro canzoni, e cioè dei poemi tradizionali in dialetto iracheno che di solito precedono le canzoni come introduzioni e anche per mostrare la bravura del cantante. Queste parti delle canzoni devono trasmettere sentimento al pubblico, e sono accompagnati da una musica molto bassa, o nulla. Non ci si può proprio ballare sopra.