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![]() ![]() Sa’ah is è un noto ristorante iracheno. Molti stranieri lo conoscono perché è apparso molte volte nei telegiornali durante la guerra. Si credeva che Saddam fosse nascosto in una casa dietro questo ristorante, quindi l’esercito americano ha lanciato un sacco di bombe trasformando la casa in un enorme buco nel terreno e distruggendo inutilmente tutti gli edifici circostanti. Venne ricostruito in seguito. Il ristorante si trova nel quartiere di Mansour ed è aperto nonostante le numerose autobombe esplose nei dintorni dall’inizio della guerra. Come tutti gli iracheni, anche questo ristorante è un sopravvissuto. In iracheno si pronuncia chay, (il suono “ch” è comune nel dialetto iracheno ma non ha equivalenti nell’alfabeto arabo). Questo tè è così mediocre da far sembrare il caffé nero qualcosa di eccellente. Viene lasciato in infusione per ore con molto cardamomo, è nero come la morte e si beve con moltissimo zucchero. È la bevanda di elezione di tutti gli iracheni che lo prendono a qualsiasi ora del giorno a casa, al lavoro e fuori. Se, per la strada, vedete un iracheno che non beve una tazza di shay, probabilmente sta per prendere un lanciarazzi. Il Sayd Club è uno dei più famosi club di Bagdad. È il luogo dove le famiglie si riuniscono per trascorrere la serata e cenare, o i bambini vanno durante il giorno a nuotare, a giocare a pallacanestro o a tennis. Uday, il figlio di Saddam, ci andava molto, ma fino a quando si stava lontano da lui a fare i fatti propri, si stava bene. La guerra in Iraq del 1991 viene spesso definita dagli iracheni come “Bush’s Dharba” (L’attacco di Bush). Dopo una serie di attacchi la gente ha cominciato a contarli per distinguerli: il primo Dharba, il secondo Dharba e così via. C’erano stati piccoli attacchi anche negli anni 90. La gente usava “il Dharba” come riferimento temporale, ad esempio, “Ho cominciato a lavorare due anni dopo il Dharba”. Adesso quando si dice “il Dharba”, dato che si assomigliano tutti, si chiede “Quale?” Abitavo molto vicino all’aeroporto. In pratica, tutta la guerra si svolgeva intorno a noi dato che eravamo circondati dall’aeroporto, dal collegio di sicurezza nazionale e dalla residenza presidenziale. Mi è impossibile calcolare le migliaia di razzi e di missili che passavano sopra le nostre teste. La strada per l’aeroporto, che percorrevamo ogni giorno per andare a casa, era una delle più belle di Bagdad, molto larga bordata di fiori, cespugli e alte palme. Da quando l’esercito americano ha utilizzato l’aeroporto come base, veniva giornalmente preso come bersaglio su quella strada con bombe, autobombe, e attacchi con lanciarazzi che lasciavano la strada piena di buchi. Alla fine l’esercito americano fu costretto a eliminare e bruciare gli alberi e i cespugli ed evitare in questo modo che qualcuno vi si nascondesse per sferrare un attacco. MINO JIBILLA CONTINUED: LA GUIDA DI VICE | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Next> ![]()
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