DOS & DON'TS

It took years of searching and millions of dollars in private-eye fees and plane tickets, but we finally found the secret store where all the DON’Ts get their clothes. (It’s in China, by the way.) Comments/Enlarge | See all


First of all, a burrito that size would be disgusting. Seriously, what is that, like 30 pounds of ground beef? Come on. Even if you were somehow ever that hungry, the only decent bites would be the ones in the very middle. The rest of the time you're just repeatedly smashing your mouth into piles of meat and lettuce and sour cream.

Secondly, you totally drew that lion like a fag. Comments/Enlarge | See all









Foto di Jane Stockdale




e ti fai una passeggiata attraverso la storia del pop, ti conviene dare un’occhiata a cos’hai nei piedi perché a quanto pare conta parecchio. Si suppone che il Rock ’n’ Roll sia nato con “Blue Suede Shoes” di Carl Perkins, poi è stato il turno “These Boots Are Made For Walkin’” di Nancy, poi, molto dopo, “Walking In My Shoes” dei Depeche Mode. Altro che amore, sesso e morte; le scarpe sono state il vero cuore del pop e del rock. Quindi se una band decide di chiamarsi Good Shoes, non c’è che da fargli i complimenti per la sagacia. E se poi questa band riesce a tirare fuori il meglio della tradizione del rock britannico, c’è da scommettere sul fatto che possano confermare ciò che il nome promette.

Vice: Come dividete le “good shoes” da quelle cattive?

Steven:
Se vedi il tutto con un po’ di ironia, tutte le scarpe possono essere delle buone scarpe. Sei tu che alla fine rendi bello o meno ciò che indossi.

Rhys: Come questa roba del New-Rave. I vestiti sono orribili, ma se li metti con ironia diventano fighi. E’ un fatto di gusto personale, penso.

Steven: Nella moda è tutto un fatto di immagine. Se metto un paio di Dr. Martens, non mi interessa se sono comode o no, mi interessa l’immagine delle Dr. Martens.\

Questo in teoria. In pratica poi, come funziona?

Rhys:
Tutti nella band abbiamo un paio di scarpe che mettiamo fino a quando non cadono a pezzi.

Steven: La scelta del nome ci ha portato un po’ di pressa; tutti si aspettano che mettiamo chissà che scarpe. Noi prendiamo la cosa molto con calma.

Qual è la moda del momento?

Rhys:
La prossima cosa pazzesca sono i cappucci senza corpo.

Steven: Non so se possiamo parlarne, è una specie di segreto.

Rhys: Oramai è troppo tardi. Abbiamo visto solo un prototipo che ci ha mostrato una nostra amica stilista. Prende il cappuccio dalla felpa, lascia solo un pezzo delle spalle e la cerniera fino al petto. E basta.

Perché pensare che i Good Shoes siano qualcosa in più di una moda del momento?

Steven:
Cerchiamo di fare tutto ad alti livelli; di lavorare bene sulle canzoni, sui testi e sugli artwork. Se alla gente piace, possiamo pensare di essere qualcosa che va oltre le mode.

Suonereste a una sfilata?

Rhys:
Non rifiuterei l’offerta, anche se penso che non sia il massimo. I Rakes e i Paddingtons lo fanno, no?

Steven: Bè, se ci danno un sacco di soldi perché no?

Rhys: Vero, faremmo di tutto per i soldi o per i regali.

Steven: Diciamo che non abbiamo problemi ideologici, ma che comunque non lo riteniamo il massimo.

Rhys: Ben detto.

ANDREAS RICHTER
Think Before You Speak dei Good Shoes esce a fine marzo. www.myspace.com/goodshoes