NAS
Hip Hop Is Dead
Def Jam

Non si sa mai con Nas. Escono singoli che poi non ci sono nell’album, il titolo cambia tre volte, la data di uscita viene continuamente rimandata, nessuno sa quale sarà il singolo vero… Tutto è molto misterioso e casuale. Quindi nessuno sapeva cosa aspettarsi dall’esordio di Esco su Def Jam. E ora viene fuori che è il suo disco migliore dai tempi di Stillmatic. La roba su cui vai sul sicuro con Nas, cioè beats che fanno quasi sempre cagare, c’è, ma liricamente a sto giro risale a un livello superiore. E’ volgarissimo: “girls spreading that asshole open like a wide mouth bass.” E poi sentite come descrive le leggende dell’old school in “Carry On Tradition”: “Some rap pioneers be them crackheads/when they speak you see missing teeth/silver chain with a silver piece/niggas your grandfather’s age/ their pants still hanging down their leg talking ’bout they ain’t paid.” Mancano gli Zubaz, per il resto è perfetto!

DAVID DASH

MIGLIOR DISCO DEL MESE
THE HORRORS
PEGGIOR DISCO DEL MESE
MASHED
MIGLIOR COPERTINA DEL MESE
HELLA
PEGGIOR COPERTINA DEL MESE
JOAKIM





GHOSTFACE KILLAH
More Fish
Def Jam

Ghost ha iniziato l’anno passato con un album incredibile che non ha venduto tantissimo. Quindi che fare? Iniziare quello nuovo con un altro album. More Fish è una collezione di pezzi così così messa insieme un po’ di fretta su cui troviamo dall’hypeman di Ghost a suo figlio. Ma quest’uomo è così funky che pure in questa lista della spesa possiamo scovare gemme come “Alex” prodotta da MF Doom o “Out of Town Shit,” dove Tony Starks afferma: “Yo, I’m six-foot-two-and-a-half/with shoes on make it three even.” Voglio dire, il ragazzo ha intitolato una canzone “Miguel Sanchez.” Ormai può fare i dischi ad occhi chiusi.

BUSTA NUT

ROLL DEEP
Rules & Regulations
Roll Deep Recordings

Street album dell’anno. Senza dubbio. Chi può batterlo? Quando i Roll Deep danno il massimo, non li ferma nessuno. Skepta devasta ogni pezzo su cui compare, e i beat sono fuorissimo. Se non ve lo comprate, non potrete mai più ascoltare grime. Andate a casa, fate le valigie e scappate per sempre.

PRANCEHALL


METAL CARTER / NOYZ NARCOZ
Cosa Avete Fatto a Metal Carter
Vibra Records

Verano Zombie
Vibra Records

Seguiamo il collettivo Truceboys con un occhio di riguardo da quando siamo disperatamente alla ricerca di dischi che perlomeno non ci annoino. Sapete, è dura avere sempre un opinione su tutto e tenere fissa in faccia quelll’espressione di sufficienza tipo “so tutto io”, mentre la gente è in giro a giocare al pallone e a fare le bolle di sapone; specie quando c’è il sole come oggi. Metal Carter tecnicamente è il più scarso del clan però rime come “un bastone che mortifica il tuo troione, in azione per dare il peggio, riempiamo di simboli satanici il campeggio”, lo spediscono di diritto nel club “Idioti Assoluti—Praticamente dei Geni” che frequentiamo sempre più volentieri. Verano Zombie però è a un altro livello. Noyz è il migliore dei ragazzi Truci e ha tirato fuori uno dei dischi rap italiani più belli degli ultimi tempi.

BASILIO ROSSI

COLLE DER FOMENTO
Anima E Ghiaccio
Self

Non me l’aspettavo più l’album del Colle. Cioè, non ci pensavo proprio. Non lo contemplavo. Dove hanno trovato il tempo di fare un disco all’età che hanno? Quando hanno scritto i testi? In pausa pranzo? In coda all’agenzia delle entrate? Mentre andavano a ritirare la tovaglia in tintoria? E sono pure riusciti a fare un disco della madonna e ad evitare l’effetto LL Cool J-quarantenne-sempre-giovane. Forse quando hanno iniziato avevano otto anni e adesso ne hanno venti e hanno un sacco di tempo libero e io li vedevo più grandi perché mi è cresciuta la barba solo l’anno scorso.

GANGSTA BOOGIE

FAT JOE
Me, Myself, & I
Imperial

“Make It Rain.” Che cazzo di canzone. Avete sentito il resto dell’album? No? Io neanche. Cos’è successo?

SMUTTY RUFF





V/A
Shock Rock
Wall of Sound

La Wall Of Sound ha inventato il big beat dieci anni fa con dischi di gente come Propellerheads e Jon Carter che oggi nessuno sente più quindi è confortante sapere che a) esistono ancora b) si ostinano a fare compilation con gruppi nuovi o semi nuovi e ogni volta ridefiniscono generi nuovi. Questa volta trattasi di Shock Rock—punk maleducato coi synth ad opera di Metronomy, Lo-Fi-Fnk, Shakes, Friendly Fires e altri—ricorda un po’ la serie Leave Them All Behind della Modular, solo meno colonna sonora per fiction RAI.

CANARY DWARF

V/A
Mashed
EMI

Oh wow, i bootlegs. Ve li ricordate? Sono stati divertenti per 5 minuti nel 2000 quando Erol e Richard X li facevano, ma oggi? Non molto eccitante, dal momento che poi la Emi ha dichiarato tutto e ha reso legale l’operazione. E in più, chi è il pazzo che ha passato due giorni a cercare di mettere a tempo le voci di “Missing” di Everything But The Girl con la musica di “Groovejet” di Spiller e pretende di essere accettato in società come una persona normale?

DAZ AUTOMATIC

LCD SOUNDSYSTEM
Sound of Silver
EMI/DFA

Tutti sono abbastanza smaniosi di dichiarare gli LCD Soundsystem “passati” e guardano la loro dinastia hipster di Brooklyn crollare come l’antica Roma (ma col crack e la cocaina al posto del piombo negli acquedotti). Se sperate in un acid house demente tipo “Yeah” potreste rimanere un po’ stupiti da Sound Of Silver. Ma se vi piacciono gli Harmonia, i New Order, Gary Numan, i Throbbing Gristle, Brian Eno, i Liquid Liquid, o i Fall dovreste rimanere molto soddisfatti. In altre notizie, “North American Scum” sembra “Rockafeller Skank” di Fatboy Slim.

LIL LOUIS

JOAKIM
Monsters & Silly Songs
Versatile/!K7

Joakim, il totem della Tigersushi, è un top producer dal gusto impeccabile che non sbaglia mai un colpo, ed ecco perché questo album è così… piacevole. Mischia perfettamente tutti i riferimenti appropriati—Eno, Koto, Devo, Toto—e finisce col produrre un perfetto lavoro disco-trash che suona benissimo ma a cui manca qualcosa. E’ quello che potremmo chiamare un “disco da produttore”: facile da apprezzare, difficile da amare.

THANDIE NEUTRON

THE HASBEENS
Make the World Go Away
Clone

Magistrale power-synth rocker stile Vitalic da questi due ragazzi disco olandesi, Alden Tyrell e DJ Overdose che portano il nichilismo euforico alla sua logica conclusione con la frase, enunciata col vocoder, “Make the world go away and take this pain off my shoulders”. Penso che il suicidio sia decisamente sopravvalutato.

THEYDON BOIS

TOMBOY
Seriøs
Gomma

Ora come ora, la Gomma è in un periodo d’oro dove niente, ma dico niente, può andargli storto; ogni roba che fanno uscire è un hit. Anche se mi aveste detto prima che c’erano i bonghi nelle percussioni (che è vero) avrei fatto finta di niente e gli avrei dato un dieci basato sulle esperienze passate. Bonghi a parte, avrei avuto ragione.

RODNEY G. JONES





THE HORRORS
Strange House
Loog

E’ solo febbraio ma possiamo dire che è un anno fantastico per il pop “sovversivo”. Prima l’incredibile album dei Klaxons, e ora gli Horrors che buttano fuori questo classico. Cominciamo col mandare affanculo gli scettici, perché Strange House contiene 12 canzoni di garage pop anarchico e violento che rende automaticamente irrilevante il 90 percento delle band in circolazione. Gli Horrors qui non fanno altro che riesumare gli ultimi 50 anni della psichedelia più oscura, del garage rock più oscuro che potessero trovare (su eBay) e lo rivisitano secondo la loro perfetta visione stilistica. Che altro? I testi non hanno nulla a che vedere con nient’altro sia mai stato scritto e tre di loro hanno 15 anni. Ci vorrebbero molte più band così sulle copertine dei giornali.

ANTHONY CORRUPTER

HELLA
There’s No 666 in Outer Space
Ipecac

Ho inserito il cd nel lettore della mia auto aspettandomi una merda colossale. Avevo smesso di seguire gli Hella quando Zach Hill aveva collaborato a quella cacata di Teamsleep con Chino Moreno. Invece quando meno te l’aspetti, come una bomba, ecco la rivelazione. Sul solito magma di chitarre spastiche e batterie epilettiche questa volta ci sono anche un basso che fa il suo sporco lavoro e un cantante che imita quello degli At The Drive In ma con piglio epic metal. Insomma sono (ri)diventati il mio gruppo prog preferito dopo gli Area e mi sto facendo crescere un mullet invidiabile.

BARONE VON TANOISE

ZU & NOBUKAZU TAKEMURA
Identification With The Enemy: A Key To The Underworld.
Atavistic

Adoro i gruppi che fanno un sacco di cd all’anno (se sono validi). Che collaborano con un sacco di gente (se é valida). Che si tengono attivi. Che hanno cervello, cuore e nervi. Che danno ai loro lavori titoli lunghissimi. Che hanno tantissime canzoni ma brevissime, nonostante i chilometri del titolo. Che hanno degli artwork e un packaging superbo, uscita dopo uscita. Fighette e fighetti, ecco a voi gli Zu! Questa volta con quella vecchia comare di Nobukazu Takemura. Canzoni minute di ridotto minutaggio, violenza estrema e free jazz come se piovesse.

YOUNG LOVER

HARMFUL
7
Koolarrow

C’è un motivo se sto gruppo va bene solo in Germania. A nessuno fotte un cazzo se Billy Gould era nei Faith No More; Butch Vig produceva i Nirvana ed è finito a suonare nei Garbage, dimmi te. Loro stessi sono talmente annoiati dalla loro musica che non danno neanche più i titoli agli album. Tipo, “Ciao mondo: eccovi il settimo disco di merda tutto per voi, fa talmente schifo che non lo so intitolare, però è il settimo stronzo che partorisco.”

GRANT MITCHELL

WOLF
The Black Flame
Century Media

Band del cazzo come The Sword e Wolf-mother hanno sistematicamente rimosso tutto ciò che era buono e puro nell’heavy metal fino a che non siamo rimasti con delle tiepide approssimazioni degli AC/DC il cui scopo è procurare un futuro tranquillo ai manager di provincia che si tolgono le t shirt ai concerti nel disperato tentativo di restare giovani. Gli Wolf non sono una di quelle band. I loro cuori sono puri e sanno che l’unico modo di trasmettere il loro messaggio di divertimento, fantasia e pesantezza è di suonare esattamente come i Judas Priest.

CHIP WITHERS

GRINDERMAN
S/T
Mute

Se mi avessero chiesto come sarebbe stato un disco con Warren Ellis, Nick Cave e un paio dei suoi Bad Seeds, non avrei mai pensato a un continuo rumore abrasivo no-wave alternato a momenti di rara bellezza e poesia. O forse si.

JUNIOR KNIGHT

JESU
Conqueror
Hydrahead

Justin Broadrick suonava in quella potenza del metal industriale che erano i Godflesh, ma subito prima di salire su una aereo che lo avrebbe portato in tour negli USA nel 2002, ha avuto un esaurimento nervoso e la band è andata a pezzi. Poi ha formato i Jesu. Questo Conqueror non è nient’altro che del metal pigro e lento vestito da My Bloody Valentine e sono sicuro che piacerà a un sacco di gente ma dai Mogwai in poi è sinceramente difficile trarre gioia da questo tipo di cose.

JUANA DABOISE





AIR
Pocket Symphony
Virgin

Sedetevi, rilassatevi, versatevi un altro calice di Pinot Grigio, svuotate la confezione di sonniferi in un piatto e liberatevi della noia e dell’apatia che quella morta lenta del vostro lavoro in banca vi ha regalato negli ultimi due anni. OK è vero. Quest’album può avere una funzione, ma... gli Air? Davvero?

JIMMY MCTWINKLE

TUSSLE
Telescope Mind
Smalltown Supersound

Percussionisti da negozio di cianfrusaglie che si ricordano che la parte migliore degli ESG era il loro suono basic e senza fronzoli. Batteria, piatti, tastiere, e grandi giri di basso dub uguale a Telescope Mind, un album di punk-disco così disciplinato che ti verrà voglia di lavare e tagliare i capelli al nuovo disco dei !!!?

EL PEE

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI
La Seconda Rivoluzione Sessuale
Venus

Confesso che avevo paura che fosse un concept album sulla presa di coscienza delle donna e che Toffolo e soci volessero indurci a una riflessione sull’arretratezza dei nostri costumi sessuali. Che in parte è anche vero, ma per fortuna quello che ti resta dentro sono degli ottimi ritornelli pop-punk da canticchiare in ascensore mentre ti schiacci i brufoli davanti allo specchio. Cioè, l’effetto che avrebbe dovuto farci il 99% dei dischi rock se non ci fosse stato il ’68.

TEENAGE TIGER

COCOROSIE
The Adventures of Ghosthorse and Stillborn
Touch and Go

Ciao. Siamo due sorelline che si erano perse di vista e ora si sono ritrovate e si amano alla follia. Abbiamo un sacco di tempo libero e quindi abbiamo deciso di cantare le filastrocche da Smemoranda sopra una pianola e un loop machine. Prendiamo funghi allucinogeni, beviamo vino rosso e abbiamo appena scoperto Philip K. Dick. Soffriamo di insonnia, ma tentiamo di trovare un rimedio facendo uscire il nostro terzo disco. Meno male che alla Touch and Go credono in noi.

OLD HEITER

MINUS THE BEAR
Interpretaciones Del Oso
Suicide Squeeze Records

Non vorrei parlare male di questa band perché il loro chitarrista é un mio amico con cui ho girato a lungo su lerci furgoni. Lui all’ epoca suonava nei Botch. Dicevo, David (Knudson) ha poi intrapreso questa svolta melodica con i MTB che ci può anche stare. Invecchi, vuoi cose più tranquille, una famiglia, un gatto, uno studio grafico. Ora esce questo cd di remix di alcune loro canzoni che però sono noiosi. Vado a portare il cane a pisciare coi miei figlioletti adottivi di colore per svegliarmi da questo torpore gaytronico.

LUDWIG VONTANOISE

RJD2
The Third Hand
XL

OK, non mi dispiace. Non è hip-hop, nulla a che vedere con Shadow, niente rap, beat sperimentali o turntablism da pensionati, ma ha comunque quell’andatura un po’ banale, un po’ midtempo. Per il suo terzo album, RJD2 ha scritto e cantato 12 brani di impressionante funk west coast style molto Steely Dan che lascerà di stucco chiunque pensava di aver comprato un disco rap.

TEASEL YARNWORTHY

COLD WAR KIDS
Robbers & Cowards
V2

I Cold War Kids sono un quartetto indie blues di Long Beach che non fa parte di nessuna scena e di nessun movimento e, diciamo la verità, meglio così. Questo loro debutto è pieno di tiepidi groove di chitarra, vecchi giri di piano e di acrobazie vocali del cantante Nathan Willett. Non riscriverà la storia, ma è comunque un gruppo che sa quello che fa.

MISTER MERLOTTO

!!!
Myth Takes
Warp

I !!! sono così bravi e proiettati a suonare dal vivo che si sono scordati come si fanno i dischi. Sembra che abbiano registrato alla veloce dieci pezzi per avere più materiale da suonare live e non perché avessero l’esigenza di comporre. Poi è vero anche che non senti i !!! per la profondità dei testi o l’incisività dei ritornelli, però…

DUKE KENSINGTON





MORKOBOT
Mostro
Supernaturalcat

Sono uno dei migliori gruppi italiani in circolazione—e poi, come ogni disco della Supernaturalcat, è tutto un fiorire di serigrafie e arte e bellezza. Certo che se la musica non fosse il migliore psych/space/prog-rock che sentivo da anni non me ne fregherebbe molto della copertina. Per dire, il packaging dei dischi degli Slint faceva schifo, no?

TIM SMALL

V/A
Jonny Greenwood is the Controller
Trojan

Quando ero all’università, spesso saltavo le lezioni per andare nel centro sociale vicino, dove giocavo a calcetto e bevevo birra mentre tutti attorno si facevano delle gran canne e ascoltavano reggae e dub. Questo disco mi ricorda quei giorni.

KNOB HOSKINS

JULIAN FANE
Our New Quarters
Planet-Mu

Immagina uno schizofrenico imitatore di Tom Yorke che caga di notte in una foresta al buio mentre una volpe radioattiva con le ali lo guarda; siamo nel 2090 e un asteroide fa rotta verso la Terra. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con questo disco, però comunque, immagina.

JOHN MCDONNELL

COMMENTI










Er, if you’re going for medieval biker punk you might want to get something a little more substantial that a fucking Vespa. Those are for a type of in-the-closet girly man we call a “mod.” When you ride it you look like elephant Satan going to battle on a tricycle.
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Don’t be scared to take a shit on fucking assholes that think they know it all. Literally, take a shit on them.
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