Abbiamo fatto un giro per la Chinatown di Barcelona e parlato con un po’ di gente.

Foto di Boris Ripoll

Vice: Ciao. Quanti anni hai e da dove vieni?

Hong:
Ho 17 anni. Vengo da una piccola città vicino Shanghai.

Da quant’è che sei qui?

Più o meno tre anni.

La Cina è diversa dalla Spagna?

La gente qui ha più libertà, e ci sono molte più cose da fare e da comprare. In Cina i giovani hanno molte responsabilità.

Mi piacciono molto i tuoi capelli.

Grazie. In realtà aiuto la mia famiglia come parrucchiere. E’ divertente.

Torneresti in Cina?

Non credo.


Vice: Ciao. Da dove vieni?

Alex:
Shanghai. Sono qui da talmente tanto tempo che ora questa è casa mia.

Che differenze hai notato?

Fra la Spagna e la Cina? Onestamente, qui sono un po’ indietro. In grandi città come Pechino o Shanghai, ci si muove più in fretta e l’educazione è migliore. I cinesi che vivono qui sono educati, ma gli spagnoli non se ne accorgono.

Cosa vendi?

Come puoi vedere, tutto. Da cartolibreria, a ombrelli, a statuette regalo.

Vice: Hola. Quanti anni hai e da dove vieni?

Jin:
Ho 31 anni e vengo da una piccola città chiamata Wangton.

Che pensi della Spagna.

Non so. Ero insegnante nel mio paese, qui faccio la cameriera.

Torneresti in Cina?

Sì, mi manca la mia famiglia. Aspetta, il padrone di questo posto non vuole che parliamo con la gente. Si arrabbia.

Ok, grazie per il tuo tempo, buona fortuna.


Foto di Richie Rizzo


Vice: Ciao.

Zariche:
Ciao.

Da dove vieni in Cina?

Taiwan. Ma dopo vent’anni qui mi sento più argentino che cinese. Preferisco davvero vivere qui.

Cos’ha di così brutto la Cina?

Tutto è così veloce lì. Qui è tutto più tranquillo. Anche le ore dei pasti sono diverse qui. In Cina facciamo colazione alle 6, e quindi ceniamo alle sei di sera. Alle dieci tutti dormono, ma ci pensi?!

Vendi cibo quindi…

Sì, i tipici snack cinesi… fast food.

Ti piace quello che vendi?

Non proprio, mi ricorda Taiwan.


Foto di Hart Snider


La Chinatown di Vancouver si sta gradualmente imborghesendo, sostituendo un panorama drammatico da discarica apocalittica piena di tossici, prostitute, squilibrati vagabondi e AIDS con uno da isola felice di yuppie tendenziosi e condomini costosi. E quindi i cinesi si stanno spostando. Nella vicina Burnaby c’è un nuovissimo centro commerciale interamente cinese di nome Crystal Mall. E’ una specie di minuscola città del futuro, piena di copie d’autore.

Grace è di Pechino. Vende “moda per giovani” part-time in un negozio chiamato Designers Collection.

Vice: Da dove viene la tua roba “griffata”?

Grace:
E’ tutto fatto in Cina. E tutti sono lo zio o il cugino o la sorella di qualcun altro, per cui tutto funziona attraverso i parenti.

Come arriva la roba qui?

Un marchio elegante contatta una fabbrica e commissiona un certo numero di borse—diciamo 100.000—che pagherà duemila dollari o più. Il tizio che dirige la fabbrica parla con suo cugino che lavora in una compagnia di export, e decidono di fare 50.000 borse in più. Qualcuno chiama suo cugino, che chiama suo cugino e in quattro e quattro otto le borse sono per strada.

Ci sono un sacco di cugini.

Il prodotto passa per molte mani. Scusa, vuoi comprare una borse Chloe? E’ carina, solo 250 dollari.

Mmhh, no grazie.


CONTINUED:
MONDO CINA
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The summer will be here soon and so will rooftop parties and beer on a boat and meeting that new girl that’s so hot the crack of her ass takes about an hour and a half to finish sniffing.

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