JIM JONES
Dipset Christmas
Diplomats/Koch

Non mi sembrava vero quando l’ho visto, ma lo è. Era da “Trapped in the Closet” che non si sentiva un disco così malatamente curato su tutti i livelli. I titoli dicono tutto: “Dipset Xmas Theme,” “Have a Happy Xmas,” “If Everyday Was Xmas,” l’obbligatoria “Ballin’ On Xmas,” e “We Get Money”. Il regalo di Natale che non ti aspetti.

MACHO

MIGLIOR DISCO DEL MESE
THE BOREDOMS
PEGGIOR DISCO DEL MESE
TOKYO POLICE CLUB
MIGLIOR COPERTINA DEL MESE
DEERHOOF
PEGGIOR COPERTINA DEL MESE
NOISETTES





TTC
3615
Big Dada

Cazzo ci vuole a dire che sono il migliore gruppo rap di tutta la Francia? Magari poco, però lo sono comunque. E quei soliti 5 che producono il 99% percento delle basi di tutto l’hiphop italiano dovrebbero ascoltare bene, perché qui c’è qualcosa di innovativo e non è mica americano. Cristo, con tutta la italo disco che abbiamo cosa ci vuole a fare qualcosa di nuovo e interessante e italiano? E poi guarda: hanno i pantaloni stretti e non parlano di quanto è dura vivere nel ghetto. Eppure è rap. Strano, eh?

TRES GALIMBERTI

PITBULL
El Mariel
TVT

Come rapper Pitbull non è il massimo, ma ha dei beats che spaccano. Mentre gli altri fratelli sono in giro a vendere la “neve”, il ragazzo butta fuori dischi party su dischi party. La sua carriera è un lunghissimo pezzo AV8. Pensateci bene, Pitbull è come i 2 Live Crew per il nuovo millennio. Tutta la sua roba è oltre i 120 bpm. Avete sentito quel pezzo dove ha campionato i B-52s? Va tipo a 168. Apprezzo anche il fatto che mentre Dead Prez and company esaltavano Cuba, Pitbull che è cubano era più “Fanculo Castro. Andiamoci a nuoto e esportiamoci il capitalismo.”

SMUTTY RUFF

YOUNG JEEZY
The Inspiration
Def Jam

Ve lo dico subito: non è bello come il primo album di Jeezy. Quell’album è un classico. Spacca, dall’inizio alla fine. E a proposito di cose che spaccano, lo sai cos’altro mi viene in mente? Il primo di Young Buck. Avete riascoltato “Bang Bang” di recente? Incredibilmente bello. Comunque. The Inspiration è figo, ma Snowman non ha evoluto il suo stile di una virgola. Manco una nuova rima.

YOUNG NIZZLE

FACTION G
The Fact Remains
Committee Recordings

Il capo di North London è tornato col suo miglior mixtape. E’ vero, ne ha fatto uno l’anno scorso e poi solo quel cd di freestyle uscito tempo fa, ma come ha detto God’s Gift quando è corso a Rinse FM dopo l’insulto di Wiley: “the levels are very high.” Per l’anno nuovo scommettiamo su Faction.

LINDSAY FLOWHAN

SNOOP DOGG
The Blue Carpet Treatment
Geffen

Leggiamo di qua e di là che “questo disco di Snoop non è male,” che “non è esaltante come i suoi ultimi due dischi ma Snoop ha sempre il suo carisma,” e che “i beat sono funky e il flow è fresco.” C’è qualcosa che non quadra. Sto disco fa davvero schifo. E anche gli ultimi due facevano schifo. O leggiamo riviste redatte da idioti o c’è sotto qualcosa di più losco.

RAUL CASTRATO

BASSI MAESTRO
V.E.L.M.
Vibra Records

Quanti cazzo di dischi fa Bassi? Tanti. Me ne arrivano almeno due o tre all’anno. Alcuni magari non brillano particolarmente, però il livello è sempre altissimo: rime, beats, concept. Davvero. A sto punto io, se fossi un hip hop head, per principio li comprerei tutti, per farli sentire un giorno a mio figlio. Questo V.E.L.M. è prodotto bene, rappato bene, registrato bene. Poi magari gli ospiti non sono tutti all’altezza del padrone di casa; ma pure questo è un classico dei dischi rap, e lo accettiamo così.

GANGSTA BOOGIE





MSTRKRFT
The Looks
Modular

I MSTRKRFT sono il primo duo della nuova scuola electro-pogo a fare un album. Ed è strano che suoni come una collezione di b-sides che i Daft Punk non avevano voglia di finire. Ma per un ragazzino indie di 15 anni alla sua prima ecstasy ad uno squat party in un capannone in periferia, è il suono fragoroso dei quattro cavalieri dell’apocalisse.

AFRO DAN

MUM
The Peel Sessions
Fatcat

Se oramai ne siamo annoiati noi, immagina che palle mostruose dev’essere vivere in Islanda dove ogni cazzo di band fa roba minimal anemica pseudoelettronica con i canti delle balene. Almeno se un gruppo punk fa cagare gli lanci una bottiglia e se ne vanno. Con questi cosa fai? Li costringi ad andarsene a furia di russare?

LAZSLO KOVACS

ALEX GOPHER
S/T
V2

Un’altra uscita tiepida dall’uomo che ha sempre dato l’impressione di avere mezzi praticamente infiniti. Il problema, come spesso accade, è che non puoi scegliere di far tutti felici. “Brain Leech” è l’unica canzone che potrebbe spettinarmi, il resto rimane sospeso in un limbo di khaki, beige, grigio e noioso.

ROCKO MERLOT

MRK1
Copyright Laws
Planet Mu

Questo ha molto più dubstep dei suoi precedenti. Non sto dicendo che è una brutta cosa, ma se vogliamo essere onesti con noi stessi dobbiamo ammettere che il genere preferito degli studenti fumatori di ganja non è proprio il massimo. Anzi, è quasi il minimo.

SHANTY MEDDLER

FRANZ AND SHAPE
Acceleration
Relish

L’anno nuovo ha aperto i battenti con un capodanno piuttosto speciale, di cui io sono stato l’organizzatore. La serata prevedeva la presenza di un gruppetto piccolo e piuttosto elitario. Come ci siamo radunati al 74esimo piano per dare il benvenuto al 2007, i miei pensieri si sono concentrati essenzialmente su due cose. Uno: il Dom Ruinart del 1996 era freddo al punto giusto? Due: il nuovo album di Franz And Shape era all’altezza dell’occasione? Basti dire che, mentre lo champagne tendeva leggermente al tiepido, Acceleration è stato il perfetto sottofondo per una serata di piacevoli chiacchiere, un po’ di ottima cocaina e una punta di viziosità estrema che ha incluso la presenza di tre prostitute slovacche.

LORD WATERSON





BRAIN DEAD / CRASH THE POSE
Split 7"
Force Fed Records

Non vi piacerebbe che qualcuno facesse oggi le magliette dei gruppi bene come Pettiboon così da poter indossare cose contemporanee invece di dover spendere un fortuna su e-bay? Bè, le magliette dei Crash The Pose sono vagamente ispirate a Pushead e sono così fighe che le uso pure per andare a dormire e i Brain Dead ne hanno una con Charles Manson con il loro logo stampato in fronte al posto di una svastica. In più hanno 17 anni.

CANDI APPLE

THE VIEW
Hats Off to All the Buskers
1965

A vedere tutte le non-band nate dalla scena Rhythm Factory etc., non c’è da essere sorpresi se la gente insiste con il fatto che il rock’n’roll inglese è morto. Uno stile di vita basato sul bere, lamentarsi, scopare, farsi di eroina e suonare la chitarra ha tolto molta speranza a quei poeti giovincelli di qualche anno fa. Però ste band si erano anche dimenticate l’ingrediente segreto numero uno: le belle canzoni. Che i The View hanno a palate. Sti ragazzi avrebbero davvero dovuto dire qualcosa prima. Avrebbero risparmiato un sacco di sforzi a un sacco di gente.

JANIE SMODGESON

DEERHOOF
Friend Opportunity
Kill Rock Stars

Forse è razzista da parte mia o forse è razzista da parte loro o forse è razzista da parte tua che leggi nel caso ti trovassi d’accordo, ma io lo dico lo stesso. L’unica ragione per la quale i Deerhoof funzionano è che la cantante è una giapponesina carina. Poi vendono benino e vengono distribuiti globalmente ma non ho capito se è perché la musica funziona o perché non c’è niente che lo fa venir duro agli indie boys di tutto il mondo come una giapponesina carina.

TANO SMELL

NEPTUNE
Patterns
Fortissimo

I Neptune sono tre ragazzi di Boston, Massachusetts. Invece di fare le cose che fanno tutti i ragazzi delle band come andare nei negozi di chitarre, passano al setaccio tutte le discariche in cerca di pezzi per costruirsi i propri strumenti. Una sorta di Neubaten con canzoni che parlano di radiazioni e elettroshock, o se volete gli Shellac con Freddie Krueger al posto di Steve Albini.

LIL LOUIS

THE RIPPS
Long Live The Ripps
Catskills

Nel secolo scorso le Midlands ci hanno regalato gruppi fantastici come Black Sabbath, Duran Duran, Judas Priest e Napalm Death che hanno contribuito non poco a riscrivere il concetto di musica come lo conosciamo oggi. Ora da Coventry arrivano The Ripps con le loro diligenti citazioni degli... Specials. Deprimente.

TONY MOLESTER

THE BOREDOMS
Super Roots 1
Very Friendly

THE BOREDOMS
Super Roots 3
Very Friendly

THE BOREDOMS
Super Roots 5
Very Friendly

Ho visto Eye dei Boredoms al concerto dei Wolf Eyes l’altro giorno. Sembrava abbastanza giù. Forse perché è pieno di band in giro che scopiazzano le cose che faceva lui negli anni ’80. Super Roots è una collezione di ep rari che i Boredoms hanno fatto uscire negli anni 90. Penso che il 3 sia il corrispondente del fumare crack da un teschio di scimmia mentre ascolti gli Hawkwind dalla radio portatile più grande del mondo. Forse è il miglior disco di sempre.

SIR VICKS

HALF COUSIN
Iodine
Gronland

Non male, direi. Vengono dalle isole Orkney dove le tendenze suicide sono all’ordine del giorno. E hanno bisogno delle drum machine perché non ci sono batteristi buoni in Scozia. Non capisco una parola di quello che dicono ma non mi sembrano così hard sinceramente; direi piuttosto che sembrano dei ragazzi carini per bene e gentili che ti introducono a un grande scrittore che non conoscevi e che sarebbero molto lieti di discutere il libro con te dopo che l’hai letto ma nel contempo sono un po’ seccati del fatto che non ti sei preso la briga di restituirglielo.

BENNETT

FELT UPS
S/T
Hate Records

Mi piacciono queste ragazze: più sento gente che dice che “tecnicamente” non sono un granché, più me le ascolto. E’ punk no? Non era quella l’idea? Avete mai sentito parlare di divertimento fine a se stesso? Immagina una festa in casa con Jo Squillo ubriaca, ma molto prima che la Sig.ra Squillo sposasse le campagne antifumo.

BASILIO ROSSI

MINSK
The Ritual Fires of Abandonment
Relapse

Cosa succede quando incroci i Tool, i Pelican, il doom metal, gli effettini elettronici e i suoni psichedelico-etnici? Più di un’ora di fottuto casino adolescenziale è quello che succede.

LARRY CARVER





PATRICK WOLF
The Magic Position
Loog

L’ultima volta che Vice ha parlato di Patrick Wolf, viveva in un tugurio e componeva odi innamorate alla minestra di zucca e, ci piace pensare, cucinava su un fuoco a cielo aperto e indossava guanti senza dita. Un contratto con una major ha poi aggiunto la pressione di vendere tanti dischi e fare concerti in posti importanti con un sacco di gente. Ma per il resto, non è cambiato di una virgola. Ah, se solo nel mondo ci fossero più Patrick Wolf e meno James Blunt.

Ol’ CURLY

MERCI MISS MONROE
Some Minor Crimes
Ghost Records

Ciao, Merci Miss Monroe. Lo vedi quel mio amico dall’altra parte del bar? Quello con la frangia? E’ un po’ timido, però è carino. Mi ha chiesto se potevo venire qui e chiederti una cosa per lui perchè lui si vergogna. Ti spiace? Ok. Beh, voleva sapere se puoi cambiare cantante perché a parte la voce non disdegnerebbe di limonare con te. Che ne dici?

TANO SMELL

NOISETTES
What’s the Time Mr Wolf?
Vertigo

Le ragazze ricche di provincia hanno bisogno di dischi come questo per sentirsi cattive e pericolose quando scrivono la letterina a Babbo Natale. Due omoni pelosi suonano standard indie blues mentre una ragazzina fatata fa lo yodel. Gli Skunk Anansie per PJ Harvey diviso per i cartoni animati della BBC negli anni ’80.

JAIMIE HODGSON

MARISSA NADLER
Songs III: Bird on the Water
Peacefrog

Ys di Joanna Newsom è stato pompatissimo dalla critica ma, cazzo, non è che sia proprio andato come il pane. Marissa Nadler è Joanna ma senza le parti ostiche, che vuol dire che è poetica e metafisica senza però spaventare nessuno. La Peacefrog era un punto di riferimento per le etichette dance. Ora hanno deciso di mettere fuori cantautori facili facili per fare un po’ di soldini. Perché ci hanno messo così tanto?

JENNIFER JUPITER

INDIGO MOSS
S/T
Butterfly Recordings

Possiamo accantonare sta roba una volta per tutte? Avete tutti dato in giro i vostri dischi di Karen Dalton e Vashti Bunyan e siete in qualche modo diventati trip hop, la roba più noiosa e meno sexy per neo papà che mettono gli infradito anche a dicembre, e che si aggirano per la città coi loro piccoli sprofondati in quegli strani zainetti. Non per me.

GRANT MITCHELL

THE OH SEES
The Cool Death of Island Raiders
Narnack

Sta roba alla Ariel Pink, Animal Collective, lo-fi a coprire tutti gli errori e gli sbagli ha rotto. Funziona così: prima impari a scrivere una bella canzone. Poi ti diverti a rovinarla. Cazzo.

DUSKER WHO

BLOC PARTY
A Weekend in the City
Wichita

Non è l’OK Computer della Myspace Generation, come stanno dicendo alcuni deficienti d’oltremanica. Sicuramente è un disco che parla contemporaneamente delle bombe del 7 Luglio a Londra e di limonare tutta la notte a Berlino e di quanto tutto ciò ti faccia sentire vuoto dentro. Ci sono un paio di pezzi che sentiremo presto su tutte le piste da ballo indie e probabilmente in qualche pubblicità. Siamo di fronte alla grandiosità luccicante da stadio che porterà Kele a essere ospite a San Remo e star sveglio tutta la notte a parlare di giardinaggio con Bono.

TANO SMELL

CLAP YOUR HANDS SAY YEAH
Some Loud Thunder
Wichita

Alex Ounsworth vuole un po’ essere Tiny Tim o Daniel Johnston o uno di quei cantautori da collezione che i fans pagano perché trasformino in musica i loro versi su Gesù. Infatti è amico di David Bowie e i lettori di Pitchfork lo fermano per strada per stringergli la mano e fargli domande serie su questo o su quello. Tutto abbastanza triste.

CANARY DWARF

THE SHINS
Wincing the Night Away
Sub Pop

Hmmmm, magari puo’ aver funzionato in passato, ma penso che le timide filastrocche dell’asilo non siano adatte alla musica grandiosa da stadio alla “ora che siamo famosi possiamo fare quello che vogliamo!” Questo non per dire che se sei stato in tv e hai pagato i tuoi debiti e messo due lire da parte o quel che è devi automaticamente archiviare tutto e parlare di diamanti, macchinoni e di quanto Dio approvi o disapprovi della tua vita, ma potrebbe aiutarti a non sembrare la cover band dei Jonathan Fire*Eater.

ELROY SHNUBSS

TOKYO POLICE CLUB
A Lesson in Crime
Memphis Industries

Tagli di capelli puliti e maglioncini beige a V. Ovvero l’indie canadese. Qui c’è la batteria dei Broken Social Scene, le voci dei Death Cab For Cutie e gli organi dei Folk Implosion. Quindi, potete immaginare, è molto sognante, molto sincero, molto emotivo, e molto molto molto noioso.

VICTORIA LINE





GONG GONG
Laughing With the Moon
F Communications

Una specie di etnoelettronica freak fatta da due jazzisti francesi molto rispettati nel circuito Cous Cous del nord-est di Parigi. Personalmente, gradisco.

THEYDON BOIS

KTL
S/T
Editions Mego

Sei pezzi sperimentali firmati Stephen O’Malley dei SunnO))) in copia con il re dei laptop Peter Rehberg. Sapete che vi dico? Basta con sta roba. Sto cazzo di drone metal è stato per il 2006 ciò che il freak-folk è stato per il 2005. Vogliamo essere i primi a urlare: ridateci dei riff!

JERRY MCPHEETERBERG

HECKER
Recordings for Rephlex
Rephlex

Intrigante sentire come Hecker abbia aggiunto le equazioni nonlineari differenziali per generare segnali caotici, lavorando sulla base dei suoi bei lavori precedenti, che usavano la sintesi stocastica dinamica per generare suoni. Alcune tracce qui hanno addirittura la fase dei canali invertita di qualche secondo per aggiungere spazialità e confusione spaziotemporale. E che dire del pulsar synthesis e del processing delle funzioni di wavelength! Wow. Ora se solo potessi finalmente scappare dal simposio sull’elettronica della Biennale di Berlino per correre a casa a farmi un Aulin sarei felice.

TEO SPEREO

COMMENTI










Wearing all black and white and then breaking it up with some gross green socks is like not telling anyone you speak Japanese until an old lady is in trouble and you’re all, “?”

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The Catholic Schoolgirl thing is for dumb pedophiles and corny parents on Halloween. By adding cheap shoes and fake socks (what, you can’t find real socks?) this girl has taken something “shitty” and made it “shitty and gross.”

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