Foto dell’autrice scattate subito dopo gli incontri qui descritti
ice: Allora, Mary. Hai un hobby abbastanza interessante. Ti spiacerebbe raccontare alla gente di cosa si tratta?
Mary: Beh, non lo direi nemmeno al mio migliore amico come passo il mio tempo libero ma in pratica mi piace incontrare sconosciuti in internet per poi farmi abusare. Mi picchiano, mi percuotono, mi sputano addosso e mi prendono a pugni. Mi piace che mi usino come se fossi un secchio dei rifiuti.
Ma questo non ti fa sentire male?
No. Quando me ne vado mi sento come un prigioniero di guerra che è stato rilasciato. Le cicatrici e il sangue sono medaglie che indosso. Mi rassicurano. L’ unica persona a cui l’ho raccontato ha pianto, quindi ne deduco che non tutti condividano questo modo di pensare.
Mmm, probabilmente no. Ti piacciono anche le maschere di pelle e roba del genere?
Non cerco ragazzi S&M o roba simile. Non è assolutamente ciò che voglio. In pratica cerco ragazzi normali, ma che siano perversi, almeno segretamente, e che non abbiano problemi ad usarmi, a gettarmi via, e a dimenticarmi. E’ garantito che non feriranno mai i miei sentimenti. Ti sorprenderebbe sapere quanto sia facile farlo.
Wow. Puoi allora farci qualche esempio di quanto ti è successo?
Okay.
L’ UOMO D’AFFARI
La prima volta che mi capitò, trovai un annuncio online in qualche pubblicità anonima di questo quotidiano norvegese, Dagbladet. Era un uomo che cercava sesso “rozzo” quindi decisi di contattarlo attraverso il sito. Poi mi diede il suo contatto MSN e cominciammo a parlare e ci accordammo per incontrarci in un cafè in centro.
Nel momento in cui lo incontrai non mi piacque granchè. Era un uomo d’ affari alto, e indossava un vecchio abito. Era presuntuoso e irritante, ma io ero disperata, e soprattutto iper-eccitata all’ idea di un incontro sessuale con uno sconosciuto. Ma non voglio mentire. Avevo anche considerato l’idea di tagliare la corda.
Anche se i suoi vestiti sembravano vecchi o fuori moda, era molto pulito e immaginavo che la sua pelle quasi facesse quel rumore tipico di quando sfreghi un piatto pulito con il dito. Sapeva di sapone di camera di hotel economico. E il paragone era calzante visto che cinque minuti dopo esserci seduti al cafè stavo tornando con lui nello stesso hotel in cui alloggiava per il week end.
Le lenzuola nella stanza erano di lino bianco. La stanza era piccola e abbastanza buia. Notai il sacchetto della tintoria che sbucava da un cassetto del bagno. Nessuno dei suoi effetti personali era visibile, volontariamente o meno. C’era uno strana poltrona posizionata di fronte al televisore e ricordo che lo lasciò acceso per tutta la durata di quello che successe dopo.
Il giorno dopo non riuscivo a muovermi. I pizzicotti che mi aveva dato si erano trasformati in vesciche dure e impossibili da toccare per il dolore, i miei capezzoli erano completamente lividi. Passai il resto della giornata a letto perchè muovermi mi procurava troppo dolore.
Ma stavo anche bene, mi sembrava perfettamente logico e giusto giocare con il pericolo e prendermi dei rischi. Riempiva un vuoto, brevemente, ma il dolore era allo stesso tempo ricordare e rassicurarsi. Sottomettendomi a questo, imparavo a controllarlo, abbastanza stranamente.
IL BIKER
Qualche mese dopo, successe di nuovo in città.
Era una convention di motociclisti nel nord della Norvegia organizzata dagli Hell’s Angels e brulicava di grossi uomini vestiti di pelle. Ricordo di aver bevuto un sacco di vodka e coca, una dietro l’altra, quando tre di questi uomini mi strinsero tra le loro braccia sollevandomi e bloccandomi, mentre mi tiravano giù la maglia, afferrandomi il seno e chiedendomi se ero mai stata con due uomini assieme. Poco dopo mi trascinarono in bagno dove praticamente fecero a turno, tagliandomi la pelle con i loro anellil. Il profondo disgusto per quella situazione fu uno shock e lasciai che mi portassero in una strada dove mi abbandonarono.
Improvvisamente mi sentiì strana e ricordo che ebbi bisogno di sedermi in mezzo a una strada, di sdraiarmi in mezzo a uno spartitraffico dove persi i sensi vomitando. La polizia mi raccolse. Scopriì di essere stata drogata. Non fui multata di nulla. Ma stetti male per quasi cinque giorni, scossa da brividi incontrollabili e dal vomito.
This guy is not a pimp, nor is he “pimping.” Pimps are parasitic rapists that turn desperate drug addicts into slaves and then beat them up. This is a sharply dressed old dude that understands being a grown-up is about having class and decorum no matter where you are or what you’re doing.
A lot of baby monkeys can be total fucking pussies. That’s why it was so rad to see “Howler” here just fuckin’ givin’ ‘er despite being a mere two weeks old. He even puked! Talk about born to party. Comments/Enlarge See all
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