DOS & DON'TS















uindi il tentativo del governo di nascondere informazioni a proposito dell’Agente Arancio non ha proprio funzionato. Credi che siano comunque stati in grado di negarti l’accesso ad almeno alcune delle storie più allucinanti?

Ne ho viste parecchie di terribili. Forse la più scioccante è la storia di un bambino nato senza cervello, ma ho visto un numero infinito di deformità e aborti. La fotografia dei due neonati ciechi che si aggrappano alla loro madre è la prima che ho scattato. Quando ho cominciato ad incontrare un numero sempre maggiore di vittime dell’Agente Arancio ho realizzato che probabilmente avevo visto innumerevoli altre vittime in passato, ma avevo sempre attribuito i loro problemi alla spina bifida o a qualcosa del genere.

Ti sei mai sentito travolto dagli eventi? Come hai fatto ad andare avanti?

Non credo di avere una risposta a questa domanda. Credo che per me fosse solo un dovere. Un fotografo che lascia perdere, che ha un crollo e non riesce a mettere a fuoco, è inutile tanto quanto lo è un chirurgo che sviene alla vista del sangue. Devi riuscire a mantenere la calma e incanalare la tua rabbia nelle dita delle mani e far andare l’otturatore. Se devi crollare, allora fallo a casa tua. Ti devo dire, comunque, che mi è capitato di avere dei rush emotivi in camera oscura o mentre davo un’occhiata ai negativi. In quei momenti, comunque, sono sempre riuscito ad essere stoico, e nel farlo sono stato aiutato dal rispetto che mi hanno insegnato le madri, dei veri modelli di stoicismo. Quando ti trovi di fronte a dei genitori che giocano con il loro bambino, che è essenzialmente uno scherzo della natura, farsi venire un crollo nervoso sarebbe del tutto inappropriato.



Le vittime venivano assistite in qualche modo?

L’assistenza che veniva fornita a queste povere persone era abbastanza ridicola. La situazione è migliorata quando il Paese ha dato segni di ripresa economica, ma è sempre e comunque inadeguata.



Hai sofferto anche tu di qualche problema legato all’esposizione all’Agente?

Ho contratto un cancro al colon, che è uno dei possibili effetti collaterali dell’Agente Arancio segnalati dal governo americano. Comunque, la mia famiglia presenta una predisposizione, dato che sia mio fratello che mio nonno ne hanno sofferto. Sono tuttora sottoposto a chemioterapia e ricevo un rimborso mensile dal governo americano, come un compenso assicurativo per il cancro al colon. Sono stato violentemente esposto all’Agente Arancio, in particolare mentre sorvolavo aree che erano appena state colpite. Ne ho respirata tanta, di quella merda. Saigon stessa è stata fortemente colpita dall’Agente Arancio, perché molti barili d’acciaio contenenti l’agente sono stati poi riutilizzati per la benzina per le auto. Quando l’Agente Arancio si scalda diventa ancora più reattivo. Quella merda poi fuoriusciva dai gas di scarico delle macchine e uccideva tutti gli alberi. Abbiamo scoperto questa storia dei barili solamente dopo molto tempo. Se ora come ora dovessi rifare il test sicuramente denoterebbe un’esposizione pazzesca.

REDAZIONE VICE
Tutte le foto di Philip Jones Griffiths sono tratte dal suo libro Agent Orange: Collateral Damage in Vietnam pubblicato dalla Trolley Ltd.




FIGLI DELL’AGENTE ARANCIO | 1 | 2 |