CLIPSE
Hell Hath No Fury
Jive

Eccolo l’album dell’anno. Ma si sapeva già. Qui c’è tutto ciò che sogni di ascoltare in un album sulla cocaina e il crack compresso in dodici tracce di follia lirica: dalla roba fine e pura al fishscale alla base già cotta sul cucchiaio. Sapete come si diceva nell’hip hop? Hardbody. Possiamo rispolverare il termine per l’occasione?

BLAQUE PAK


DISCO DEL MESE
CLIPSE
PEGGIOR DISCO DEL MESE
THE RESIDENTS

COPERTINA DEL MESE
KLAXONS
PEGGIOR COPERTINA DEL MESE
LUPE FIASCO





LUPE FIASCO
Food And Liquor
Atlantic

Ecco un ragazzo che pensa troppo. Certo, i concetti che esprime e la cadenza con cui lo fa sono impressionanti, ma così si rischia un grosso flop di vendite. Non penso che voglia essere ricordato come il nuovo Canibus. Quindi fai del rap fratello, tutto qui.

YOUNG NIZZLE

JAY-Z
Kingdom Come
Def Jam

La notizia è che Jay-Z è tornato dal suo pseudo-ritiro con un album non bello. Cioè, non bello per gli standard di Hova non vuol dire che non si tratti comunque di liricismo stellare, ma che manca qualcosa in generale. Il verso d’amore per Beyoncè su “Lost Ones” è incredibilmente brutto e nella dubbiosa traccia sull’uragano Katrina il beat è meglio delle rime. Poi c’è il duetto obbligatorio con la mogliettina e un finale di album prodotto da Chris Martin che sembra un demo di Cubase. Jigga dice che il catalizzatore di questo progetto è stato il buon vecchio Dre che gli ha mandato dei beats. Il problema è che questi beat sono anonimi e intercambiabili. Su “30 Something”, il ragazzo parla della sua età e finalmente spacca tutto, “Imaginary Player” è ottima, ma dopo cinque pezzi di lui che minaccia di sculacciare i ragazzini inizi a chiederti se non gli piaccia un po’ troppo. Okay, ora puoi davvero ritirarti.

DAVID DASH

YES BOSS
Look Busy
Coop/V2

Impossibile non nominare Mike Skinner qui. Quanto meno per dargli finalmente atto di aver aperto una via europea alle infinite strade del rap escludendo comportamenti istintivi di giovani bianchi col complesso dell’inferiorità musicale. Pur trovandoci lontani da quegli standard di genialità, ammettiamo che il duo formato da Noah Brown al microfono e Gavin Lawson ai beat funziona bene: promette piste piene di giovani danzanti sui quattro solidissimi quarti del beat mentre muovono le labbra mimando il rap che non sanno. Non vedo l’ora.

GANGSTA BOOGIE

IL TURCO
Musica Seria
Vibra Records

Gente de borgata, motorini, Roma, vita semplice e onesta. Il Turco, anche noto come Sparo, sembra uscito da un film di Pasolini, infatti ti aspetti da un momento all’altro il featuring di Ninetto Davoli che con l’afro ci starebbe pure da Dio. Come tutto il neorealismo comunque, anche questo disco ha i suoi pro (poesia) e i suoi contro (noia).

GINO CERUTTI

KODE 9 & THE SPACEAPE
Memories of the Future
Hyperdub

Un produttore scozzese dubstep influenzato da Kodwo Eshun and Greg Bear, e un MC il cui contenuto lirico è più William Burroughs che Wiley. Le produzioni di Kode 9 su quest’album sono ottime anche se ogni tanto il tutto volge verso un nonsochè di avant-wannabe. Le melodie del sinth molto XTC e le linee di basso ricordano i gloriosi esordi del grime, ma dopo un po’ le rime di Space Ape diventano tediose e saccenti.

JOHN MCDONNELL

BIRDMAN & LIL' WAYNE
Like Father, Like Son
Cash Money

Pensavo sinceramente che questo album non sarebbe stato un granché, invece il singolo “Stuntin Like My Daddy” è perfetto. Quest’ultima e celebratoria produzione targata Hot Boys ti fa chiedere se cacciare Mannie Fresh non sia stata la cosa migliore per la Cash Money. E se vi state chiedendo chi ha ancora voglia di sentire il povero Baby ora che Lil’ Wayne è il miglior rapper dell’universo, bè, sappiate che Weezy si rilassa un po’ e, portato al liveelo di Birdman, i due funzionano bene insieme. Inizia il singolo con una perla di saggezza: “Bitch I’m paid/that’s all I gotta say/can’t see you little niggas/the money’s in the way”.

WHOADIE ALLEN





THIRD EYE FOUNDATION
Collected Works
Domino

Ecco quanti soldi ha fatto la Domino con gli Arctic Monkeys: abbastanza per produrre e far uscire questo triplo cd di un bristoliano paranoico e fumatore di ganja che ha cercato di trasformare la drum ’n’ bass fine anni ’90 in un incubo notturno fatto di fantasmini col coltello che ti rubano il portafoglio nel sonno. Il terzo disco è il migliore.

SIR VICKS

JOHN FOXX & LOUIS GORDON
From Trash
Metamatic

John Foxx, il dandy ex-Ultravox non ha mai monetizzato come Gary Numan quindi non può passare il suo tempo a guadagnare milioni nei circuiti revival. In compenso si è messo a fare dell’ottimo sinth pop quasi techno col mancuniano Dj Louis Gordon. “Never Let Me Go” è un gran furto di Laurie Anderson e il resto del disco è altrettanto figo.

LIL’ LOUIS

V/A
Ed Rec Vol. 1
Ed Banger Records

La Ed Banger crew ultimamente ravviva i nostri party, quindi li amiamo forever. Ci vogliono notevoli capacità a fare dischi del genere e poi farli ballare alla gente con addosso delle maschere di plastica bianche, ma questo è il loro lavoro: tutti i giorni, in tutte le parti del mondo. Uffie, i Justice e Sebastian saranno di fatto i capi di questo 2007; con i Justice a comandare la baracca naturalmente.

JACQUES SPRAT

THEY CAME FROM THE STARS
It’s Time
This is Not an Exit

Più dischi fanno questi krautrockers vegetariani, più diventano simpatici; o quantomeno meno irritanti. Questo è il loro ultimo sforzo ed è reso ancora più ascoltabile dal remix di JD Twitch. Era un grande intenditore di musica già prima che esistesse Myspace quindi immaginate adesso cosa può essere capace di fare.

JUANA DA BOISE

SALLY SHAPIRO
Disco Romance
Diskokaine

Giovane synth pop svedese targato Sally Shapiro, una ragazza acqua e sapone che si innamora e si lascia continuamente con quel ragazzo davvero speciale e non ha paura di dirlo nelle canzoni. La musica è elettronica agrodolce costruita per i fans di Alden Tyrell e Valerie Dore. Per le ragazze, è “Cool” di Gwen Stefani avvolta nella più morbida delle pellicce.

DUKE KENSINGTON

ARPANET
Inertial Frame
Record Makers

Scusate cari Arpanet, ma dopo tutta sta electro pseudo-scientifica non vi resta che pisciare addosso ai vostri fans. Grazie per aver fatto un altro disco sulle meccaniche quantiche ma la prossima volta provate a parlare dei vostri scazzi con la ragazza o di bere e sballarsi. Solitamente funziona.

SUBURBAN DWIGHT





XIU XIU
The Air Force
5 Rue Christine

Ogni volta più deprimente, la musica più triste da oggi fino a sempre. Una ninna nanna cantata da Marvin the Paranoid Android con la testa fra le mani mentre contempla la sua vuota esistenza. Comunque nulla rispetto al loro bellissimo Knife Play.

WHAM SPAM

PRURIENT
Pleasure Ground
Load

Tutti sanno che molto del noise post-Whitehouse è fatto per la maggior parte da asociali che preferiscono la pornografia estrema alle normali relazioni fra esseri umani. Prurient è diverso perché ha questo lato genuinamente pauroso che ti fa immaginare che abbia un bambino murato vivo in cantina. Le tastiere su questo disco fanno piangere le ragazzine e morire i cuccioli davanti ai tuoi occhi.

RODNEY G. JONES

THE FALL OF TROY
S/T
Equal Vision

Ecco un grosso calderone bollente di tutti i sottogeneri immaginibli dell’hardcore. Al peggio, è un detestabile bordello di ragazzine che strillano senza ritornelli memorabili. Al meglio, è un tornado di orribili assoli math-rock e finestre che sbattono. Forse opto per quest’ultima.

MAGGIE TUCKER

THE SOUND OF ANIMALS FIGHTING
Lover, the Lord Has Left Us
Equal Vision

Quando le band hardcore azzeccano i nomi se ne escono con delle robe che spaccano. Quando non li azzeccano, se ne escono con nomi orribili tipo questo. Anche se è perfetto per questo disco perché suona veramente come degli animali che litigano: una zuffa fra gatti di prog-rock, avant-jazz e post-hardcore veramente scadente.

SYRUP DAVIES

KHLYST
Chaos Is My Name
Hydra Head

Khlyst è la nuova collaborazione fra James Plotkin (O.L.D., Khanate) e Runhild Gammelsaeter di Thor’s Hammer. Come tutte le cose su cui mette mano Plotkin, il tutto risulta un pelo sovraccarico. I momenti estremi, pezzi senza allegria che ti ricordano quanto la vita in fondo sia troppo breve, sono fortunatamente alternati a pezzi con un mood più d’atmosfera. Nulla di terribile ma neanche nulla di grandioso, ci troviamo di fronte alla Plastic Ono Band del metal avant-garde.

CHIP WITHERS

LOST PENGUIN
Pleasurewood Kills
Fake Product

Ormai anche i membri dell’ultima delle band di Londra si conciano come delle piccole troiette nel tentativo di convincere la gente a pagare per vederli suonare. I Lost Penguin invece sembrano gli Huggy Bear del nuovo millennio, ma voi non ve ne accorgerete perché ormai mettete l’MDMA e la Ketamina pure nei cornflakes e state sostituendo la vostra collezione di dischi punk con i dischi Trash Fashion. Ma quando il down vi coglierà—e sarà notevole—vi sveglierete e incomincerete ad ascoltare dischi dark come questo.

PLAID MAN





JAMIE T
Panic Prevention
Virgin

Se alla parte superiore di Pete Doherty venisse attaccata quella inferiore di Plan B per far fronte ad un’emergenza chirurgica, verrebbe fuori qualcosa di molto simile a Jamie T. Che dovrebbe sposare Lilly Allen. Insieme farebbero dei figli bellissimi e potrebbero essere i nuovi Eurythmics.

BOBBY G

JAI ALAI SAVANT
Flight Of The Bass Delegate
City Slang/Coop

Questo trio di Chicago che la City Slang ci presenta, sono l’esempio vivente di come, mischiando gli stessi ingredienti, si possano ottenere cose ottime e cose scadentissime che più scadenti non si puo’. E che lo si possa fare addirittura nello stesso disco! D’altronde il mix rock e reggae ci ha portato i Clash ma anche lo ska più terribile di tutti i tempi. Loro li preferisco quando provano a fare i Bad Brains in vacanza piuttosto che i Police.

TEENAGE TIGER

KLAXONS
Myths of the Near Future
Rinse/Polydor

Un fantastico disco pop che è contemporaneamente stranissimo e bellissimo e completamente fuori dal mondo eppure coerente. Se pensavate che i tre primi singoli dei Klaxons fossero ok, aspettate di sentire “Golden Skans”, “Totem on the Timeline”, “Isle of Her” and “As Above So Below” e vedete di provare a non pensare ai Klaxons come ai Blur, Guru Josh, i Visage e i Fugazi tutti compressi in un unico gruppo. La vivace ed incontrollabile psichedelia dei Klaxons è, se possible, ancora meglio di quanto si potesse immaginare. Mi scusino tutti gli haters del mondo ma è la verità e va detta.

THANDIE NEUTRON

PAVEMENT
Wowee Zowee (Sordid Sentinels Edition)
Domino

Ma i Pavement sono stati sempre così fastidiosi? Le 50 canzoni contenute in questo doppio cd deluxe sembrerebbero dire: si, sono sempre stati così. E io sono qui con la testa fra le mani a chiedermi come cazzo ho fatto a comprare i loro dischi quando sono usciti la prima volta.

LES PANINI

TIGER FORCE
Syntax Error
Marquis Cha Cha

Odio le band con gli animali nel nome. Lungi dall’essere quei graziosi esseri dipinti dalla Walt Disney e dalla Kellogg’s, le tigri sono animali alquanto feroci e inoltre stanno per estinguersi. Non come, ad esempio, il punk-pop DIY da cameretta che sembra sia tornato incredibilmente di moda come le pellicce.

Kev Bassett

MICHAEL CASHMORE
Sleep England
Durtro Jnana

Fragili strumentali per basso e chitarra elettrica dall’uomo che ha fatto gran parte della musica e degli arrangiamenti dell’ultimo disco dei Current 93. Il tutto suona terribilmente affascinante e dolcemente malinconico, e sembra di essere portati via su una nuvola di codeina mentre degli angeli coi capelli dorati ti mormorano dolci promesse nell’orecchio.

TONY MOLESTER

MIRA CALIX
Eyes Set Against the Sun
Warp

Con tutti questi suoni sinistri, queste porte che scricchiolano, questi tubi che gocciolano e i cori soprannaturali di bambini che spuntano all’improvviso, questo disco fa più paura del più pauroso film di Micheal Haneke. La cosa più spaventosa è la costanza con cui Mira Calix insiste nel fare roba così.

JENNIFER JUPITER





CURRENT 93/OM
Inerrant Rays of Infallible Sun (Blackship Shrinebuilder)
Durtro Jnana

Le mie due band preferite di Christian rock si sono uniti per questo split EP che, viste le ossessioni di entrambi per tutto ciò che è biblico e trascendentale, non fa una piega. David Tibet intona le stesse cinque note in circolo con la sua voce nasale da tenore mentre Dio, Pol Pot, Reese Witherspoon e compagnia si fanno un giro fra suoni di cornamusa e feedback dissonanti. In realtà il tutto è meno intenso dei loro dischi precedenti, e poi optano per otto minuti di groove che francamente sono in grado di fare dormendo. Ma alla fine è solo uno split, no?

NATALIA BENETTI

SAND
The Dalston Shroud
Soul Jazz

Il primo pezzo parte in maniera veramente promettente; una specie di affare punk-funk teutonico che evita la disco per un groove più meccanizzato e con il miglior trombone della storia del rock. Poi arrivano le parti vocali—un paio di cose parlate—e tutto va incredibilmente a puttane. Per fortuna, il ragazzo che parla sparisce in fretta, e il resto del disco è in gran parte strumentale e sfoggia una rumorosa new wave a tratti anche ballabile. Pensate a Bob Sinclar che incontra i Revolting Cocks in uno squat berlinese con Blixa Bargeld alla porta e ci siete quasi.

NATHANIEL

THE RESIDENTS
Tweedles
Mute

I Residents sono una di quelle band di cui tutti hanno sentito parlare ma che nessuno sotto i 35 ha mai ascoltato. Non ho idea se questo album è in linea con la loro discografia passata e sinceramente non penso che mi documenterò. Dal titolo all’orribile veste grafica, c’è troppo che non mi piace: il fatto che sia un concept album su un clown minaccioso, ad esempio, o gli inserti reggae. Così come il continuo conflitto fra generi alla ricerca spasmodica della diversità, per quello che alla fine è un brutto disco industrial rock registrato nei primi anni ’90 da gente che va per i 50. Vi ho detto del clown e del reggae?

MAURICE DUNHILL

RAFTER
Music For Total Chickens
Asthmatic Kitty

Il Famolo Strano non passa mai di moda dalle parti di Sufijan e compagnia. Anzi. Il secondo sforzo discografico di Rafter Roberts è il manifesto del Famolo Strano. Intendiamoci, è tutto molto affascinante e, come tutti gli episodi Asthmatic Kitty, nulla è lasciato al caso. Neanche il concorso che hanno indetto fra i fans per la produzione del video di quattro brani del disco dove una giuria fatta da Peaches, Arto Linsday e da Sufijan in persona sceglierà il fortunato. Tutto molto trallallà, ma non riesco a pensare a un solo momento della mia giornata, o di quella di tutte le persone che conosco, in cui poter sentire questo disco fino in fondo.

PIERO DI GUERRA

THE FLOWERS OF HELL
S/T
Earworm

Fragranze sonore da questo supergruppo londinese formato da membri dei British Sea Power e dei Tindersticks. Mi sembra già di vedere il loro concerto alla galleria d’arte. Gentile da parte loro aver trovato il tempo, nel loro caotico calendario, di confezionarci un album di musica meditativa per la classe media.

JANIE SMODGESON

COMMENTI










Q: What do you get when you cross Absolutely Fabulous with 30-something Ministry groupies?
A: Two clammy-skinned old bats with more emotional issues than the entire population of Arkham Asylum.
Comments/Enlarge
See all



Reinventing the way people think about pants may earn you a name in the fashion industry, but reinventing the way people think about chaps, theater floors, and not realizing you still have a bunch of splooge on your legs is the stuff they make saints out of.

Comments/Enlarge
See all




 VICE GUIDE TO TRAVEL  
 REPORTAGE 
FRAMMENTI DAL FRONTE
I soldati inglesi tornano a casa a pezzi.
 SKINEMA 
THE XXXORCIST
Chris Nieratko: "Come Dorothy nel Mago di Oz ho ripetuto tre volte:“Accetto il pompino e non faccio causa".
 INTERVISTA 
FACCIA DA CULO
Ryan McGinley intervista Jack Walls, l'artista, ex-membro di gang, ex-eroinomane ed ex-fidanzato di Robert Mapplethorpe.
 BLOG 
E QUELLA CHE ROBA È?
L'amore è un diritto di tutti, ma questo non significa che puoi ingravidare un bovino se la tua ragazza ti rifiuta.
 INTERVISTA 
I DOCUMENTARI E LA FOLLIA
Frederick Wiseman è il migliore regista di documentari al mondo. Ma è anche molto probabile che non abbiate mai visto i suoi film.
 


ARGENTINA | AUSTRALIA | AUSTRIA | BELGIUM: FRANÇAIS/NEDERLANDS | BRASIL | BULGARIA | CZECHOSLOVAKIA | CANADA: ENGLISH/FRANÇAIS | DEUTSCHLAND
ESPAÑA | FRANCE | GREECE | ITALY | 日本語 | MEXICO | NETHERLANDS | NEW ZEALAND | PORTUGAL | SCANDINAVIA | SCHWEIZ | SOUTH AFRICA | UK | US

HOME | ARTICOLI | DOs & DON'Ts | ARCHIVO | CHI SIAMO
© 2005-2009, Vice Magazine Italy | Privacy Statement | Site Development: Solid Sender