DOS & DON'TS









Foto di Sonia Melot




hese New Puritans sono quattro bravi ragazzi dicianovenni che sono stati tirati in mezzo a questa fantomatica e immaginaria “Southend Scene” londinese (come se una serata sola bastasse per fare una scena) insieme a gruppi come The Horrors e Wretched Replica (che si sono sciolti), ma che hanno un suono completamente diverso da loro. Prendono il nome da una canzone dei Fall, e sono stati paragonati alla band di Manchester svariate volte; paragone che sinceramente non dice molto. Detto semplicemente, sono una band post-punk di ragazzini che suonano un po’ meglio di altri loro coetanei.

Vice: Allora ragazzi, sapete leggere?

Tomas:
Si, certo che sappiamo leggere—molto molto bene fra l’altro.

Ottimo. Che tipo di libri vi piacciono?

George:
A tutti noi piace molto Michel Houellebecq.

Sophie: Ho recentemente iniziato a leggere Rebel Ice. E’ una sorta di satira francese del 16 secolo su due giganti. Mi piace com’è scritto.

Jack: Mi piacciono i libri di giardinaggio.

George: I libri sono veramente dei begli oggetti.

Si, è vero. Che libri leggevate a scuola?

Sophie:
Mi piaceva un sacco Alice Nel Paese Delle Meraviglie. Mi sono vestita come lei una volta e ho vinto un premio alla festa della scuola.

George: Ed era pure una scuola bella grossa, quindi…

Wow. Un risultato niente male. Cos’hai vinto?

Sophie:
Niente.

Tomas: Neanche una caramella?

Non ti hanno dato neanche una medaglia?

Sophie:
No, solo il riconoscimento del fatto che fossi la più brava a vestirmi da Alice.

Cosa fareste se i libri non fossero mai stati inventati?

George:
Son sicuro che esisterebbe un altro modo di scrivere le cose.

No. Non esiste nessuna forma di scrittura. E’ vietato.


Tomas:
I disegni?

Sophie: Se i libri non fossero ancora stati inventati li inventerei io.

Eravate dei buoni lettori a scuola?

George:
Ero il miglior lettore del mondo a scuola. Senza dubbio.

Quindi non siete mai stati bocciati o cose del genere?

George:
No, ma all’inizio mi facevano leggere su dei fogli di cartoncino. Ero un bambino incompreso. La prima volta che sono andato a scuola e mi hanno detto di fare i compiti ho risposto: “No grazie.” Così hanno pensato: “Perché non gli diamo dei fogli colorati per rendergli la pagina più interessante?”

Pensavano che avessi dei problemi. Pensavano, se gli diamo dei colori, andrà meglio, perché tutti amano i colori.

George:
No, pensavano che il colore potesse far risaltare la pagina, ma non era così.

Mi facevo dare più fogli colorati possibili e chiedevo sempre nuovi colori. Ho messo su una collezione.

JOHN MCDONNELL