Foto di Chris Bennings

Foto scattata in uno degli strip club per donne più esclusivi e deprimenti di Manhattan.




on chiedetemi come lo so, ma esistono persone con la patologia Milroy, dove i linfonodi delle gambe non si sviluppano mai e finiscono con piedi delle dimensioni di una valigia su gambe come tronchi d’albero. Oppure la ciclopia, dove si nasce senza naso e con entrambi gli occhi nella stessa orbita.

I capezzoli di Mister Elegant sembravano troppo piccoli e rosa chiaro, così per farli diventare turgidi, grossi e rossi, imparò a dipingerli con qualcosa chiamato Lip Plumper. E’ venduto in un flaconcino con un piccolo spazzolino, come lo smalto per le unghie, e quando ti dipingi i capezzoli, le labbra e la punta del cazzo, diventano turgidi, enormi.

Mister Elegant si disegnava i muscoli addominali a tartaruga con il mascara, uniformandolo poi con un batuffolo per non far scolare una grande macchia sulla pancia.

Se tirava fuori una lente a contatto blu e si guardava nello specchio appannato di un bagno di motel, sì, poteva ancora far credere di avere 24 anni. Ma tra Billings e Great

Falls e Ashland e Bellingham, tra il Vigile del fuoco che dava a tutti le piattole e il Soldato dell’Esercito che russava, Mister Elegant si sentiva logorato.

A Salt Lake City, le sue palle sotto aceto penzolavano.

Mister Elegant si pavoneggiava con il suo fascio di rose rosse. Ancora nel suo smoking strappabile, offriva le rose, poi cominciò con i bottoni della sua camicia a pieghe. L’unica cosa che rende Salt Lake City diversa da Carson City o Reno o Sacramento è che dopo lo smoking strappato, dopo che Mister Elegant stava contando il tempo della sua seconda canzone, sorridendo e tenendo i suoi peli pubici lontano dai drink della gente, guardando i biglietti di dollari uscire dai borsellini e dai portafogli, le vergini scrivere i loro numeri di telefono su vecchie ricevute di cassa, tre le sue spaccate complete, e il rimbalzo in piedi in un kip perfetto, un profondo respiro prima di un salto sulle mani e di una capriola completa a mezz’aria, due minuti e 36 secondi nella cover di N-Trance di “Staying Alive”—(4.02)—i volti, i drink e i biglietti di dollari iniziarono ad offuscarsi. Mister Elegant con la cinghia elastica annodata su entrambi i fianchi alta e stretta per la sua capriola, si accovacciò, saltò—ed ecco tutto quel che ricordo.

Nel caso non ve ne siate accorti, la musica si è interrotta ed io sto ancora agitando il mio cazzo sulla vostra faccia.

Dopo tutto quel tempo non avevo imparato nulla.

Che idiota.

Fin dai primi ricordi d’infanzia c’era la Sindrome da Irrigidimento, una forma d’epilessia lobo-temporale. La mamma o il papà, mi parlavano ed io m’irrigidivo. La mia vista si offuscava e tutti i muscoli si bloccavano. Sentivo ancora mia mamma parlare, dirmi di prestare attenzione, forse faceva schioccare le dita sul mio volto, ma non potevo parlare o muovermi. Respirare, era tutto quello che riuscivo a fare per mezzo minuto, che sembrava un’eternità.

Mi fecero l’elettrocardiogramma e la risonanza magnetica. Non potevo andare in bicicletta tranne che in strade deserte. Mi arrampicavo sugli alberi e la mia vista cominciava ad offuscarsi. Mi svegliavo per terra, i miei amici che mi chiedevano se tutto andasse bene. Ad una recita scolastica, il bambino Gesù, Maria, Giuseppe, sei pastori, tre cammelli, un angelo e i due altri re aspettarono quello che mi sembrò un anno mentre ero irrigidito con il dono dell’incenso. La sig.ra Rogers si sporse da dietro le quinte sussurrando, “Benedicimi, per questa mia umile offerta… Io porto questo!”

Ma dopo dieci anni di Clonazepam, l’avevo superata con successo.

Era problematico quello che mi prescrissero a Carson City. La stanchezza peggiora la situazione. Fumo, sigarette, fatica, rumori forti, tutti fattori di rischio.

A Salt Lake City, fui colto da quello che si definisce un attacco tonico-clonico, che le persone normalmente chiamano attacco epilettico. Mi svegliai su un’ambulanza a sirene spiegate, giusto in tempo per vedere un tecnico di medicina stipare una spessa pila di dollari pieni di piscio nel suo portafoglio, dicendo, “Mister Elegant…” mentre scuoteva la festa. Una coperta avvolta con una cinghia mi teneva fermo, ed io sentivo odore di merda. Chiesi al tecnico di medicina cosa fosse successo? E lui si metteva il portafoglio nella sua tasca posteriore, dicendo. “Amico, non lo vuoi sapere…”

Quando l’ospedale mi dimise, la Troupe 11 aveva già in prova un nuovo Mister Elegant con un appuntamento al luogo convenuto: il Motel 6 dove eravamo stati la notte precedente, e dove mi stavano tenendo la valigia.

Arrivò un assistente sociale e si sedette accanto al mio letto d’ospedale. Mi ricordò come la mente umana non sia nient’altro che un costante ciclo d’attività elettrica e che un attacco è come uno scoppio d’elettricità statica, una tempesta dentro la testa.

Dissi a quella signora di dirmi qualcosa, che non sapevo nulla.

Mi parlò della focomelia, una condizione in cui si nasce con le mani che spuntano dalle spalle. Niente braccia. Il vecchio termine per questo tipo di difetto congenito era, infatti, “braccia a sigillo.” E’ collegato al sedativo Talidomide, ma esisteva molto tempo prima di quello.

Mi parlò della sirenomelia, dove si nasce con le gambe fuse insieme, creando ciò che sembra la coda di un pesce. Da qui il nome Sirenomelia, e forse l’idea originaria delle sirene.

Quest’assistente sociale mi disse di chiamarsi Clovis, di essere stata anche lei una ballerina, una danzatrice esotica, e di aver cercato di nascondere che soffriva di narcolessia. Era solita avere lunghi capelli biondi e occhi blu, lunghe gambe affusolate e senza linea abbronzante. Vicina al mio letto, i suoi capelli erano ricci e castani. Gli occhi marroni, e le cosce, nei suoi pantaloni bianchi, sembravano troppo strette per permetterle di accavallare le gambe.

Danzando, teneva la sua condizione sotto controllo con il Provigil, soltanto che cominciò a saltare le dosi, prendendo metà pillole, una comune falsa economia. Una notte Clovis era l’attrazione principale in un bar per motociclisti a Rufus, New Mexico. Fece il suo ingresso trionfale, afferrò il palo d’ottone e roteò con forza centrifuga, i suoi biondi capelli vorticavano, il corpo abbronzato girava verso il palco di sotto.

Mentre parlava, i suoi occhi marroni erano umidi.

Clovis non poteva ricordare di essere scivolata al fondo di quel palo. Si svegliò nel backstage e 32 clienti avevano abusato di lei mettendola incinta. Alcuni, anche due volte.

Le chiesi, qual’era la canzone?

E Clovis, con occhi umidi, rispose, “i Portishead che interpretano Sour Times’.”

Ah, certo. La voce dolce e oscura di Beth Gibbons. Quattro minuti e 11 secondi.

“Quattro minuti e otto secondi”, mi dice Clovis. Un sopracciglio mi s’inarcò e lei mi disse, “Controlla sempre il tempo alla consolle. Non fidarti mai del display.”

Le chiedo quale fosse il suo nome d’arte?

E Clovis guardando il suo orologio da polso, risponde, “E’ stato tanto tempo fa”. Ho quasi trent’anni”.

Anch’io, rispondo.

E guardando qualche modulo ospedaliero sul suo blocchetto, aggiunge, “Immaginavo che l’età scritta qui fosse una bugia”.

Prima che potesse alzarsi e andarsene, chiesi a Clovis di dirmi cos’era successo. Cos’era realmente accaduto.

Il bambino era nato, disse, nove mesi dopo che si era svegliata, un parto da manuale. Un maschio. Non assomigliava a nessuno e immediatamente lo portarono via in limousine per una vita blindata nella Malibu Colony con due gay milionari direttori di uno studio cinematografico.

“E’ proprio sbucato fuori un estraneo senza cervello e senza cuore” mi disse Clovis.

Mi aveva già parlato dei parassiti epigastrici.

E io dissi, No. Ti ho chiesto, cos’è successo a me?

E per un lungo istante di silenzio forzato, Clovis ammiccò verso di me. Infine, con una voce da professionista sanitaria, mi dice “C’è un videotape dell’… evento.”

Qualche zitelluccia aveva portato di nascosto una telecamera da tasca nel nightclub e mi stava filmando mentre distribuivo rose dallo stelo lungo. Quando mi ero lanciato nel numero aveva continuato a filmare. Avevano dovuto sfocare in modo digitale le parti dove le mie palle sbucavano fuori, ma il video era stato trasmesso in televisione. Prima in un programma d’intrattenimento giapponese, ma poi in Europa. Su Internet, il segmento di quattro minuti e 21 secondi si era diffuso come un virus, scaricato in tutto il mondo, diventando argomento d’ilarità d’ogni talk-show notturno.

ASCAP aveva fatto causa ai siti web e ai motori di ricerca per la distribuzione non autorizzata di “Staying Alive.” Il sindacato dei Chippendales non era entusiasta del fatto che avessi i polsini bianchi di carta. Qualcuno che sosteneva di essere un produttore del Late Show chiamò il centralino dell’ospedale chiedendo di parlare con me.

Dissi a Clovis che volevo vedermi.

E Clovis rispose, “No, non lo farei”.

Le chiesi, cosa ci sarebbe stato di male?

E Clovisi rispose, “Durante l’episodio hai perso momentaneamente il controllo degli intestini”.

Quell’odore in ambulanza.

“Un tanga” disse Clovis “non lascia molto spazio ai dubbi”.

Non guardai mai quel video.

L’Utah era un posto abbastanza buono per nascondersi, così rimasi a Salt Lake City e mi feci ricrescere i peli pubici. Mi tinsi di castano i capelli biondi, tolsi via la mia abbronzatura e mangiai tutto il cibo—pollo fritto, torte di frutta Hostess e patatine al barbecue—che Mister Elegant non aveva mai potuto mangiare.

Compi 30 anni e la tua vita è una fuga dalla persona che sei diventata per fuggire da quella che eri all’inizio. Dopo poco tempo diventai Mister Maiale-Grasso-Pancione-Pallido-Amaro. Lavoravo in un fast-food, e ad ogni milione di cheeseburger qualche cliente mi fissava attraverso la cassa unta, cercando velocemente di capire dove avesse visto la mia faccia.

Ed io facevo schioccare le dita, chiedendo, “Patatine fritte con che cosa?”

Non ho mai preso un dollaro da nessuno senza poi lavarmi le mani.

Se avessi sguazzato nelle mie feci, forse le persone avrebbero fatto due più due, ma poi ci fu il videotape della security con tutti quei cinesi morti nell’incendio veramente stupido di un magazzino e il mondo mediatico fece presto a dimenticare me e il mio sporco disastro.

Ma Clovis non poteva. E neppure io.

Clovis veniva, per pranzo, e prendeva cheeseburger, portando con sé un giovane cliente le cui dita erano fuse in due tenaglie carnose e le gambe erano avvizzite e inutili. Ectrodattilia, ciò che le persone chiamano di solito “sindrome della chela di granchio.” Mi presentò una giovane donna con pigomelia, che significa avere quattro gambe, sostanzialmente due pelvi uno accanto all’altro e quattro gambe funzionanti che lei nascondeva sotto lunghe gonne.

Per quanto mi riguarda, contavo ancora il tempo delle canzoni. “Steppin’ Out” di Joe Jackson, quattro minuti e 19 secondi, tempo sufficiente per fumare una sigaretta nel cortile. Kim Wilde che canta “You Keep Me Hanging On”, quattro minuti e 15 secondi, il tempo che mi ci voleva per cambiare il cilindro di gas carbonato per la macchina della soda.

Non potrai mai dimenticare tutto quello che vuoi. Ogni momento vuoi fuggire.

Alla fine, Clovis mi chiese di andare con lei nel suo appartamento per conoscere alcune persone. Le risposi che i miei giorni altro non erano che incontrare gente, ma Clovis insiste che questa è gente diversa.

Nel suo appartamento, mi presenta una ragazza con due braccia e due gambe, quasi un’altra persona che le spunta dall’orlo inferiore della sua camicetta a tubo. Il mio primo vero eterodelfo, il suo nome è Mindy. Poi, conosco un ragazzo con un viso enorme e bitorzoluto come un cuscino. Neurofibromatosi, la patologia di Elephant Man. Ha 23 anni e si chiama Alex. Incontro un’intelligente ragazza dai capelli rossi, senza gambe e con i piedi che le escono direttamente dallo stomaco, osteogenesi imperfetta. Il suo nome è Gwen, e ha 25 anni.

Clovis mi dice, “Conosci la musica. Sai come stare sul palco.” “E’ una loro idea, ma sperano che tu possa insegnargli danza esotica…”

Intendeva dire fare lo strip. Una troupe di danzatori esotici diversamente abili. Erano tutti giovani e annoiati a Salt Lake City. Il loro pensiero era: chiunque può gonfiarsi i muscoli, schiarirsi i capelli e spruzzarsi abbronzatura finta. Perché non offrire al pubblico qualcosa che non sia basato su un mucchio di bugie? Perché non proporre danzatori che non si nascondono dietro falsi sorrisi?

Un gruppo di ragazzi idealisti e pazzi. Solo nello Utah.

Le dico, sicuramente sono giovani e pieni di sogni. Di certo sono mostruosamente deformati. Ma sanno danzare…?

E Clovisi risponde, “Gli ho insegnato quello che so sull’esibizione alla sbarra, ma speravo…”

I direttori milionari dello studio hanno concesso un finanziamento d’avvio a sette cifre a basso interesse.

Diamine, se riesco ad insegnare a qualcuno di questi elefanti pieni di steroidi a danzare, posso insegnare a chiunque.

Come si legge sul giornale: Vivi la tua fantasia.

Vorrei poter dire che è stato facile, ma le persone fraintendono sempre le tue intenzioni. La gente mi accusa di sfruttamento e afferma che le piccole attività non sono tutte birra e Skittles. A Boulder, Glenda, la nostra ragazza con entrambi gli occhi in un’orbita è scappata con un agente di borsa, milionario. Ad Iowa City, Kevin, il nostro ballerino affetto da nanismo parastremmatico ha messo incinta qualche zitelluccia. Aiuta il fatto che Clovis giri con me e la troupe, come sorta di madre protettiva. Lo sa Dio, come ce la caveremo il prossimo settembre, quando lanceremo il nostro nuovo servizio di escort.

Per quanto mi riguarda, non inizia uno spettacolo senza la mia presenza, a sudare dietro le quinte. Contando i secondi d’ogni canzone. Guardando quelli dell’ASCAP che prendono appunti, ed ogni muscolo delle gambe e delle braccia si contrae, rivivendo ogni salto sulle mani, ogni ruota, ogni capriola a mezz’aria e kip che abbia mai eseguito sul palco. Guardando quei folli ragazzi attirare banconote e fare la lap dance per le mance, mi scopro ancora a sussurrare.

“Benedicimi, per questa mia umile offerta …”

“Io porto questo!”

CHUCK PALAHNIUK


E molto che sei interessato a strane condizioni mediche?

Il mio obbiettivo è quello di coinvolgere il lettore al livello fisico oltre che al livello emotivo ed intellettuale.

Il miglior modo di avere una reazione fisica favorevole è parlare di sesso, violenza, incidenti, droga, e malattia.

Ma Mister Elegant entra davvero nella mentalità che lo spogliarellista conduca una vita sexy ed eccitante?

Certo. Lo pensai io stesso. Tutti i ballerini esotici lo pensano.

Qual’è la connessione tra la vanità e la durezza di cuore? Rispondi a questa.

Fammi congetturare... Una mancanza di empatia? Un’ossessione completa nel ricevere amore senza darne?

L’egoismo? E poi che dire del fatto che entrambe le parole abbiano una “a”?



MISTER ELEGANT | 1 | 2 |

COMMENTI













You can pretend you like looking at a women’s asses because you’re into “booty” or some bullshit like that but the truth is men like butts because they want to sniff them. Let’s just cut the shit and get in there.

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