scusa se scrivo in ritardo ma dopo aver letto un paio di mesi fa l’ articolo e l’intervista ai due idioti olandesi che legalizzerebbero il sesso con i bimbi di 12 anni e con gli animali (ma vieterebbero di mangiare gli animali) mi sono sorti un bel po’ di dubbi che ho deciso di condividere con voi:
- Mi chiedo come abbia fatto chiunque li ha intervistati ad evitare di picchiarli pesantemente.
- Non si vergognano a dire a tutto il mondo che sono dei depravati che si scoperebbero gli animali e i bambini?
- Nessuno per strada li picchia, che ne so, animalisti o genitori con figli piccoli?
- Ma loro si scoperanno i loro figli? O scoperanno tra loro?
- E sempre ai loro figli e figlie direbbero: “Ora hai 12 anni, se un uomo ti piace puoi fare sesso con lui, anche papà faceva sesso coi bambini, o comunque avrebbe voluto e ha lottato per far sì che fosse possibile”?
E poi anche mille altre cose. Mi è piaciuto molto ma secondo me potevate fare più domande e un articolo un po’ meno ironico e magari più incazzato su questi tizi qua!
Complimenti per tutto comunque,
MARCO ZANONI Via email
KAPAL NATH ESISTE DAVVERO
Caro Vice,
quando ho visto la copertina del vostro numero Gangs & Cults non ci potevo credere: il buon vecchio Kapal Nath. L’ho incontrato a Varanasi nell’inverno del 2001 e ho scritto un articolo su di lui sulla rivista R+J. Ci sono uscito per un paio di giorni, abbiamo mangiato vegetariano insieme, è stato bello. Durante un pranzo, gli è caduto un dente sul tavolo. Lo ha preso e lo ha lanciato via ridendo e mormorando “fanculo.” Mi ha portato al tempio Aghori del luogo, dove all’entrata c’erano due teschi enormi, e mi ha benedetto con le ceneri nel cortile del tempio. Certo, devi avere lo stomaco forte per stare a sentire i loro racconti di cannibalismo. Dopo che hai conosciuto un paio di santoni in India ti abitui, ma contemporaneamente realizzi che c’è un fattore di follia non indifferente.
Ciao,
RASMUS FOLEHAVE HANSEN Via email
R.I.P. RAP
Hey Vice,
Potreste per favore fare un numero sulla fine dell’hip hop? Non ce la faccio più a vedere queste magliette XXXXXXXXXXXXXL e sentire questi ragazzini che parlano quello slang che li fa sembrare degli stupidi fatti e finiti. Davvero. Era divertente all’inizio ma adesso francamente mette tristezza. Sta roba dei gioielli è supergay, l’atteggiamento da duro è così sorpassato che sta di nuovo diventando divertente e i giovani rappers, lasciatemi indovinare: caccieranno perle di saggezza su a) com’era difficile agli inizi ma adesso vivete alla grande e nessuno puo’ toccarvi, b) quanto sono fighe le vostre rime e il vostro flow, c) come state riportando tutto allo spirito originale della old school e siete contro ai bling bling. Gli unici rappers degni di nota erano Eazy-E, Biggie (basta con ste magliette-tributo), e Big L. E sono morti tutti e tre.
JOEL BEDFORD Via email
Il rap editor di Vice, Dave 1, risponde: “Amico, calmati. Se proprio dobbiamo fare un numero, lo facciamo su quanto l’hip hop sia oggi più in salute che mai. All’epoca della famosa golden age, il rap era una gigantesca festa delle medie. Oggi, se sei una bimba di otto anni portoricana, hai ‘Chicken Noodle Soup.’ Se sei uno del ghetto, hai ‘Walk It Out.’ Se sei nel ramo del crack, i Clipse hanno appena tirato fuori un capolavoro. Se sei un delinquente con la tuta della Ecko, è appena uscito The Game. Ce n’è per tutti i gusti. Biggie, Big L, Eazy-E? Grande rispetto, ma non è più tempo per questi vecchietti. La prova è il nuovo disco di Jay-Z che è brutto. Dall’altra parte, i Three Six Mafia incarnano perfettamente lo spirito di questo giornale. Quindi non vedo dove sia il problema.”
CRISI DI MEZZA ETA’ Vice,
questa più che una leccata di culo è un sincero ringraziamento. Non rientro nel target medio dei vostri lettoriho 37 anni, sono sposato con tre figli di 10, 8 e 6 anni. Sono comunque molto legato al vostro magazine perché spesso affronta un lato della società che noi vecchietti possiamo analizzare per capire meglio il mondo attorno a noi. Il vostro Kids Issue esplorava un mondo a me familiare anche se poi pensandoci bene ho capito che non era solo così. Per esempio la lettera da Bucarest era forte ed importante, e metteva in luce argomenti che spesso cerchiamo di evitare. Grazie per quello che fate e per non cadere nella facile tentazione di parlare solo di ciò che è figo. Penso ci voglia coraggio, anche perché immagino che per alcuni inserzionisti sia davvero troppo a volte; ma voi avete le palle per farlo. Grazie.
ERIC DEWHIRST Ottawa
Grazie a te vecchio.
Scriveteci lettere e inviate foto a VICE, Via Melzi D’Eril, 29, Milano, 2015. Se no va bene anche info@vicemagazine.it
With all these freshly arrived foreigners running around Canal Street in square-toed shoes and garish Tommy Hilfiger bootlegs, it's a relief to see someone taking it back to the original FOB style. Comments/Enlarge See all
After the girls were finally driven off by the wafts of dickcheese and the last embers of the buzz had left my brain, I shouted "Hey, where are you going?" And as he wheeled his shirt-dolly on down the block, I heard his gentle refrain, "A shitstain's work is never done." Comments/Enlarge See all
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