Tony Hawk’s Project 8
Sviluppatore:
Neversoft
Piattaforma: Xbox 360
Genere: Avventure sullo skateboard

Questo mi fa sovvenire tanti ricordi dei primi anni che ho passato a Londra. Lavoravo in redazione a un giornale di musica, sotto una signora di mezza età senza senso dell’umorismo. Ero appena passato dal coprire casi di omicidio violento in un giornale del nord dell’Inghilterra all’intervistare il cantante degli Embrace sull’argomento dei suoi ultimi b-sides nel giro di sei mesi e, sebbene venissi pagato il doppio rispetto a quanto venissi pagato al nord, il lavoro mi sembrava abbastanza una minchiata. In poco tempo ho imparato a gestire la mia nuova vita, e dopo poco ero diventato un “giornalista di musica professionista”: cioè uno stronzo falso e arrogante con un milione di “amici” finti anch’essi. Fra il parlare a 30 PR di musica al giorno e farmi comprare da bere tutta la sera mi sono spinto nel ruolo di consumatore abituale di eroina e cocaina e alcol. In questo periodo della mia vita, uno dei miei hobby preferiti era farmi di coca tutta la notta e giocare a Tony Hawk’s con i miei amici mentre la mia ragazza singhiozzava e piangeva nella mia camera da letto. C’è qualcosa negli effetti sonori di questo gioco che mi riporta ai vecchi tempi. Era un periodo quando la mia vita era (più) semplice, quando potevo andare avanti per 16 giorni dormendo solo un’ora a notte.

In quei giorni, la serie di Tony Hawk’s era più semplice e basata sul gioco vero e proprio, mentre ora ci sono un miliardo e mezzo di cazzatine extra che lo rendono difficile da giocare nel mezzo della notte. Probabilmente sono anche troppo vecchio per questo gioco. Comunque, è probabilmente uno dei migliori giochi di sport mai fatti.

ALISTAIR CRAPSTICK




Made Man
Sviluppatore:
Mastertronic
Piattaforma: PS2
Genare: Sparatutto Mafioso

Questo non è piaciuto a tutti, ma a me si. Uno di quei giochi semplici dove devi sparare alle cose senza doverci ragionare su per decenni. Quei giochi alla Tom Clancy dove devi controllare otto tipi allo stesso tempo senza fare rumore e farti notare saranno anche carini quando guardi altre persone giocarci, ma richiedono ogni fottutissimo neurone attivo del tuo cervello per farli funzionare per bene. In questo gioco invece devi puntare il cursore al tizio che ti spara. Poi premi un tasto e lui muore. Poi vai avanti. E ne uccidi un altro. E un altro. E uccidi come se fosse un tuo fottuto diritto.

CARLO KRISMANS




Sonic The Hedgehog
Sviluppatore:
Sega
Piattaforma: Xbox 360
Genere: Avventura/Platform

Quando andavo a scuola da bambino non c’erano i telefonini, le squadre di calcio potevano avere un massimo di tre stranieri e non c’era una persona in Italia che pensava fosse importante imparare il cinese per fare strada nel mondo del lavoro. Inoltre c’era un ragazzo nella mia classe, uno dei più ricchi, che si vantava di avere il Moncler originale e il Sega Game Gear.

Ne eravamo tutti affascinati. Il Game Gear era una macchina nera gigantesca che sebbene si spacciasse per una console “portatile”, pesava 2 chili, non stava in nessuna tasca di nessun paio di pantaloni mai fatti al mondo, e ciucciava 8 batterie in due ore di gioco. Sebbene fosse un’attrezzo completamente ridicolo, aveva una cosa che le altre console portatili non avevano.

Il Game Gear aveva un cazzutissimo schermo a colori. Quello schermo a colori, in quei giorni, dava un valore aggiunto al Game Gear rispetto al Game Boy che valeva quanto adesso vale un lettore mp3, UMD, wi-fi, funzioni tablet pc e una macchina fotografica digitale su un telefonino rispetto a un modello con il quale puoi solo chiamare. Era un vero miracolo della tecnologia.

E non solo. Oltre ad avere uno schermo a colori, aveva un gioco esclusivo che il Game Boy non aveva: Sonic. A quei tempi, Sonic era un gioco davvero fico. Era un rivale per l’altro classico platformer dell’epoca, Mario. E per un po’ sembrava addirittura che Sonic stesse vincendo il confronto: era più veloce e aveva una trama ecologica e un non so che di americano, mentre Mario era indubbiamente giapponese, lento e “vecchio.”

Fortunatamente, avevo al massimo undici anni e ora posso dire francamente che ero un bambino deficiente che non capiva un beato cazzo e che si era fatto tirare in mezzo da un fottutissimo schermo a colori su una delle console più ridicole della storia dell’industria videoludica.

La verità è che la franchise di Sonic non è mai valsa molto, neanche ai vecchi tempi. Non ha mai avuto il fascino di Super Mario o di Zelda, la struttura di gioco è sempre stata ripetitiva e gli svariati tentativi di tradurre ciò che era un gioco 2D tutto sommato decente in un platformer 3D moderno non hanno mai convinto.

Il fatto che alla Sega abbiano deciso di intitolare questa nuova incarnazione con un semplice “Sonic The Hedgehog” suggerisce un disperato tentativo di tornare ai primi giorni di gloria, ma cazzo quanto hanno sbagliato in ogni modo possibile. Se l’approccio “back to basics” poteva creare qualcosa di quantomeno divertente, veloce e colorato, qui ci hanno propinato un gioco messo insieme in due settimane. Ci sono tre personaggi principali dalle caratteristiche diverse: Sonic, Shadow (il Sonic nero), e un nuovo personaggio, chiamato Silver, che è, contro ogni aspettativa, il Sonic argentato. Nessun personaggio ha un minimo di carisma, e i controlli per ogni personaggio sono veramente semplici e noiosi, del tipo che vi ritroverete a schiacciare il tasto A in successione per praticamente tutto il gioco. Le parti di avventura (e corsa) sono interrotta da momenti di “quest” più lenti e tradizionali, tipo trovare la chiave rossa per aprire la porta rossa—che sono ancora più dolorosamente noiosi. Se poi pensi che un gioco come questo ti costa intorno ai 70 euro ti viene proprio la rabbia.

TEODORO CAZZODORO

COMMENTI










This Vivienne Westwood rip-off is from Beijing’s Underground City bomb shelter. Apparently after a nuclear war everyone is going to look like Melanie Griffith if she sang for Chaos UK.

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She’s either an empowered slut or the kind of person that will tell your boss you made up the nickname “Bald Hitler.” [Click for video]
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